
Pietra L. Centinaia di piumini, ma anche borse e accessori dei marchi più famosi accompagnate perfino da un catalogo con le fotografie di tutti i modelli in vendita. I venditori abusivi, come dimostra l’ultimo sequestro compiuto dagli agenti della polizia municipale di Pietra ligure, ormai sono sempre più al passo coi tempi.
La “rete di vendita” decisamente molto organizzata non è servita però per eludere i controlli dei vigili pietresi che hanno messo a segno l’ennesimo maxi sequestro di capi taroccati di notissimi marchi: 5.000 euro il valore complessivo della merce sequestrata.
L’operazione da parte dei vigili pietresi è scattata all’alba: nel mirino alcuni depositi di merce abusiva nella zona del Maremola, in particolare in via Vittime dei Bombardamenti.
Un’operazione per la quale il sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani si è voluto pubblicamente complimentare con il comando della Municipale: “Un grande plauso ai vigili urbani di Pietra Ligure che stanno continuando a sequestrare centinaia e centinaia di capi contraffatti contrastando il fenomeno dell’abusivismo commerciale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e credo che anche i commercianti non possano che apprezzare questo impegno”.
“Purtroppo – osserva il primo cittadino di Pietra – bisogna rendersi conto che il problema è a monte e che non può essere risolto dai singoli comuni. Servono delle leggi nazionali perché non è pensabile che intervenga sempre la polizia municipale a fermare i venditori abusivi una volta usciti dalle stazioni ferroviarie: servirebbero interventi per evitare che queste persone salgano sui treni nelle grandi città con la loro merce al seguito”.
“Comunque ribadisco il mio ringraziamento per i vigili che a Pietra Ligure stanno facendo un lavoro eccellente e continuano a fermare l’abusivismo commerciale” conclude Valeriani.
Dall’inizio dell’anno si sono intensificati i controlli da parte della polizia municipale pietrese: con l’intervento di questa mattina è il quinto sequestro di prodotti con marchi falsificati dall’inizio dell’anno, per un totale di circa 60 mila euro di merce contraffatta.