
Savona. E’ stato fissato per domani mattina l’interrogatorio di convalida dell’arresto di Nicola Scotto, il cinquantenne savonese arrestato con l’accusa di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia. L’uomo, che l’altra sera ha colpito la convivente con una pugnalata al fianco sinistro, sarà ascoltato dal gip Francesco Meloni che dovrà decidere anche sulla misura cautelare.
Secondo quanto accertato dalla polizia, l’uomo avrebbe discusso con la compagna finendo poi per colpirla con il fendente (all’altezza della cresta iliaca). La donna infatti, intorno alle 6,30 di martedì mattina, si era presentata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo insieme ad un’amica per essere medicata. Davanti alle domande dei sanitari, che l’hanno poi dimessa con sette giorni di prognosi, lei avrebbe spiegato di essersi fatta male da sola. Una versione che però non aveva convinto i medici che, vista la natura della ferita, avevano immediatamente informato la polizia dell’accaduto.
Gli agenti, avviati tutti gli accertamenti del caso, avevano portato a sospettare l’aggressione da parte del compagno. L’uomo era stato quindi raggiunto dalla polizia che aveva anche perquisito la sua casa, nel quartiere Fontanassa di Savona, dove erano stati trovati abiti sporchi di sangue, ma anche il pugnale che, presumibilmente, era stato usato per ferire la compagna.
Dall’appartamento di Scotto erano saltate fuori inoltre alcune cartucce da caccia, una pistola scacciacani e tre armi da taglio, ma anche decine di “oggetti chiodati” (si tratta di una barra di ferro con attaccati tre spuntoni che forse potevano essere usati per bucare i pneumatici dei veicoli) costruiti artigianalmente. Per questo motivo il cinquantenne, che aveva il divieto assoluto di possedere armi, è stato anche deferito alla Prefettura.
Non è la prima volta che il cinquantenne finisce alla ribalta delle cronache: nel novembre del 2013 infatti era stato denunciato a piede libero per aver sparato una decina di colpi di pistola contro un muro e in aria dopo una lite con la compagna. In quell’occasione si era giustificato spiegando di aver sparato per scaricare la rabbia e il nervosismo.