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Rifiuti e depuratore infiammano l’assemblea pubblica di “Tuteliamo Borghetto”

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Rifiuti e depuratore infiammano l’assemblea pubblica di “Tuteliamo Borghetto”
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Borghetto. E’ stata “calda” e partecipata ben oltre le aspettative l’assemblea pubblica che si è svolta ieri sera nell’ex sala consiliare di Palazzo Pietracaprina e organizzata dal comitato civico “Tuteliamo Borghetto”. Al centro due argomenti di massima attualità: il nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti (entrato in funzione a gennaio) e l’allacciamento del comprensorio ingauno al depuratore consortile delle ex cave di località Cappellotti.

Alla serata hanno preso parte circa 150 persone, i membri della maggioranza consiliare al completo e i consiglieri di minoranza di Pdl, Lega e Gruppo Misto, nonché diversi ex amministratori (a cominciare dall’ex sindaco Santiago Vacca, dall’ex assessore Antonio Orzelli e dall’ex presidente del consiglio Babara De Stefani).

Il moderatore, il giornalista Cristiano Bosco, ha dato il via alle danze partendo dal primo tema, cioè i rifiuti. Il sindaco Gianni Gandolfo ha ribadito quanto già spiegato a inizio gennaio, cioè quando le proteste per i tanti problemi causati dal nuovo sistema avevano spinto la sua amministrazione a convocare una conferenza stampa apposita:

“L’inizio è stato di grande impatto – ha spiegato – Qualcuno ha sostenuto che la scelta di partire con l’anno nuovo e in particolare durante le festività natalizie sia stata una scelta non felice, ma non potevamo fare diversamente per questioni di contratto. Il caos che si è creato in quei giorni era previsto, ma va ricordato che la differenziata parte dalle case delle persone. Ciò che si vede presso le isole ecologiche ne è solo il risultato. E’ per questo motivo che con Ata abbiamo organizzato incontri pubblici e allestito gazebo informativi: per dare ai cittadini la migliore formazione possibile. Nonostante le difficoltà, comunque, il risultato è stato di rilievo: in un mese e mezzo siamo passati dal 30 per cento di differenziata della fine del 2014 al 46 per cento attuale”.

Roberto Moreno, capogruppo di minoranza del Pdl, ha replicato spostando il focus su altro:

“Tutte le rivoluzioni sono complesse, specialmente quando occorre cambiare la mentalità. La maggioranza ha spiegato di aver voluto partire sotto le feste per mostrare ai turisti come avrebbe funzionato d’ora in poi la differenziata a Borghetto. Buona idea, peccato però che si sia data una pessima immagine della città. Ma il problema è un altro: il nuovo servizio è molto simile al vecchio, ma i costi sono molto più alti. Nel 2013 pagavamo un milione e 335 mila euro, nel 2016 andremo a pagare 2 milioni e 100 mila euro”.

A questo punto è intervenuto l’assessore all’ambiente Emanuele Parrinello, che ha ribadito come

“quei numeri sono solo proiezioni che avevamo fatto quando ancora pensavamo di attuare il passaggio in due fasi. Ora l’aumento sarà pari soltanto al 20 per cento e solo per quest’anno”.

La spiegazione non ha soddisfatto il suo ex omologo della vecchia giunta di Santiago Vacca, Bruno Angelucci (che ora siede in minoranza accanto a Moreno), il quale ha aggiunto:

“Anni fa avevamo elaborato un progetto per la raccolta di prossimità che aveva già ricevuto i contributi per l’acquisto dei materiali per le isole ecologiche. La nuova amministrazione ha deciso di chiuderlo in un cassetto e di cambiare tutto. Una scelta incomprensibile, soprattutto perché il nuovo servizio è identico al vecchio ma costa il doppio”.

Hanno poi preso la parola Sara Vaggi e Luca Pesce, rispettivamente presidente e direttore generale di Ata (la società a partecipazione pubblica di cui il Comune di Borghetto è socio e a cui ha affidato in house la gestione dei rifiuti).

“Essere arrivati al 46 per cento in un mese e mezzo è stato un risultato inaspettato – ha detto Vaggi – Il merito è tutto dei cittadini, ma anche dell’amministrazione e della società che hanno operato il cambiamento”.

Pesce ha chiosato:

“Qualcuno sostiene che la maggiore percentuale di differenziata sia dovuta solo all’introduzione della raccolta dell’umido. Non è così. E la prova sarà il fatto che riusciremo a portare la quota al 65 previsto dalla legge entro la fine dell’anno. Se così non sarà andremo a pagare le penali previste dal contratto. Il Comune non doveva diventare socio di Ata? Non c’è nessun problema, nessuno è obbligato a restare in società. Se Borghetto vuole rinunciare alle quote, il Comune di Savona (che è socio di maggioranza) è tenuto a ricomprarle”.

Capitolo depurazione. La grande questione, come noto, è l‘allacciamento del comprensorio ingauno (e poi anche di Alassio e Laigueglia) al depuratore consortile di Borghetto. Ipotesi osteggiata dalla gran parte della cittadinanza, che non ha intenzione di accogliere “tutta la cacca della provincia di Savona”. La maggior parte dei borghettini si è più volte chiesta se l’amministrazione non possa fare nulla per evitare che ciò accada. Il sindaco ha ribadito ancora una volta come certe decisioni non siano del tutto dipendenti dalle singole amministrazioni comunali, ma vadano viste alla luce dei rapporti tra Comuni, Provincia e Regione e, nel caso specifico, tra i vari sindaci soci della Servizi Ambientali, cioè la partecipata che gestisce il depuratore e che vede Loano detentore delle quote di maggioranza insieme con Borghetto (che però ne ha un numero inferiore).

In questo senso, l’ex sindaco ed ex assessore provinciale all’ambiente Santiago Vacca ha voluto fare qualche precisazione dal pubblico:

“Il sindaco ha il potere decisionale su ciò che accade sul proprio territorio. Se un sindaco si schiera ‘contro’ e la Regione ha necessità di portare avanti una pratica, allora viene nominato un commissario ad acta che se ne occupa. Nel caso del depuratore, due anni fa la Regione ha chiesto espressamente all’amministrazione se fosse disposta a far convogliare i reflui di Albenga al depuratore. Il Comune non si è opposto. La Regione, quindi, si è offerta di dare una contropartita e sindaco e assessore hanno preso tempo per decidere cosa ottenere in cambio. Quindi la decisione non è arrivata solo dalla Regione. L’amministrazione è stata consultata”.

Parrinello ha ribattuto:

“Non abbiamo detto no formalmente perché ci è stato detto che non c’era alternativa al collegamento di Albenga al nostro depuratore. Abbiamo cercato di proporre soluzioni diverse, ma ci è stato risposto picche. Il depuratore di Villanova non è una soluzione praticabile né ora né in futuro. A questo punto noi abbiamo cominciato a lavorare per ottenere il minore impatto possibile e contropartite in grado di compensare”.

A questo punto Barbara De Stefani ha chiesto:

“Il Comune ha espresso formalmente la propria contrarietà? E’ stata redatta una delibera di giunta che esprimesse il ‘no’ dell’amministrazione al collegamento di Albenga?”

Gandolfo ha aggiunto:

“In ballo c’è l’infrazione europea. I territori non collegati ad un depuratore entro la fine dell’anno incorrono in pesanti sanzioni economiche. E chiunque si renda responsabile di aver ostacolato la ‘messa in regola’ di questo deve risponderne alla magistratura. Io non mi metto di traverso“.

Vacca ha invitato il sindaco ad avere coraggio:

“La sanzione europea arriva dall’Europa e viene applicata alla Regione, che eventualmente si rifà su quelli che possono essere i soggetti coinvolti. Ma un sindaco ha il compito di amministrare il proprio territorio e di prendere le decisioni”.

C’è poi una piccola polemica. Giorni fa il comitato civico aveva chiesto al Comune di patrocinare l’iniziativa, in modo da ridurre i costi di organizzazione e dare anche prestigio alla serata. La risposta del sindaco non ha soddisfatto: “Durante la serata verranno affrontati temi che riferiscono a servizi pubblici gestiti da questo Comune attraverso società partecipate. Ciò avrebbe dovuto indurre il comitato ad un diverso comportamento: vale a dire una previa e concordata programmazione del dibattito; condizione necessaria, secondo i principi della correttezza e della buona fede, per poter svolgere il pubblico di battito congiuntamente. Evento che, nella fattispecie non si è verificato. D’altro canto il comitato, a quanto consta dai blog, ha già dato prova della ben severa criticità con la quale esamina il servizio di raccolta Rsu con esternazioni pubbliche che certamente non promuovono l’immagine dell’Ente”.

Al di là delle polemiche, il comitato si dice soddisfatto:

“Ringraziamo tutti i cittadini che hanno scelto di partecipare alla nostra prima assemblea pubblica. Preparare questo importante evento nel migliore dei modi è stato molto impegnativo e dispendioso e, nonostante tutto, siamo convinti che si possa migliorare ulteriormente. L’esito dell’assemblea è stato positivo e siamo convinti di questo in quanto abbiamo ricevuto innumerevoli segni di gratitudine e soddisfazione da parte soprattutto dei cittadini. La cosa che ci ha maggiormente colpito e che ci ha dato maggior soddisfazione è l’essere riusciti ad instaurare un dialogo tra cittadini e l’amministrazione comunale”.

Luca Berto
20 Febbraio 2015 alle 9:24
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