
Alassio. La direttiva Bolkestein è stata analizzata questa mattina dagli operatori balneari di Alassio, Laigueglia e Andora nella sala polivalente dell’istituto Don Bosco di Alassio nel corso di un convegno riservato alla categoria che ha visto al tavolo dei relatori il presidente dell’associazione bagni marini di Alassio Ernesto Schivo, il presidente nazionale del sindacato balneari Riccardo Borgo e quello regionale Enrico Schiappapietra.
“Abbiamo sviscerato un argomento attuale e molto delicato – hanno spiegato gli organizzatori -. Ci siamo posti alcuni interrogativi importanti sui rapporti tra Stati all’interno della comunità europea e soprattutto sulla volontà del Governo italiano di risolvere questo nodo che vede a rischio tutto il comparto balneare, così come l’indotto. Tutto questo quando in altri settori, anch’essi interessati dalla direttiva servizi, come ad esempio il settore delle concessioni autostradali, la soluzione è stata trovata in tempi molto rapidi”.
La Liguria è fra le più “colpite” dal provvedimento Bolkestein, con oltre tremila concessioni balneari lungo trecento chilometri di costa. “Una straordinaria offerta e realtà imprenditoriale turistica che coinvolge tutte le coste italiane”, ha sottolineato Riccardo Borgo.
I balneari sono preoccupati perché “la previsione della libera concorrenza e quindi della messa a gara delle concessioni non tiene conto della peculiarità e della specificità del paesaggio costiero nel quale gli stabilimenti balneari rappresentano una realtà tipica e particolare, un unicum nel territorio europeo”.