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Economia

Danni maltempo, Cna: “Serve protezione fiscale per imprese e cittadini danneggiati”

Federico De Rossi
22 Dicembre 2014 alle 17:51
22 Dicembre 2014
Danni maltempo, Cna: “Serve protezione fiscale per imprese e cittadini danneggiati”
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Liguria. “Così come esiste la Protezione Civile, è necessario creare la “Protezione Fiscale” per le 3000 imprese che hanno subito danni alluvionali in Liguria, ma anche per le migliaia di tutta Italia che negli ultimi anni sono state vittime di disastri ambientali. Come è possibile pensare che di fronte a questi disastri non ci siano gli strumenti per evitare le sanzioni a chi non riesce a versare le tasse statali perché ha perso tutto? Basterebbe annullare le sanzioni (molto salate: il 30% per omesso versamento irpef, Ires o Irap, dal 120 al 240% per l’Iva e così via) e chi non può pagare non sarebbe rovinato”. Così Marco Merli, presidente di CNA Liguria.

“Ridda di voci, ordini del giorno che danno false speranze (“tasse rinviate a febbraio” si è scritto sino ad ieri), hanno portato le 3000 aziende a pensare di pagare gli stipendi, di investire per ripartire sperando in un rinvio delle tasse. Un modo per finanziare il riavvio delle attività, in un momento in cui il credito è sempre più bloccato dalla crisi”.

“Ora il conto diventa salato, forse un colpo mortale che porterà ad altre centinaia di chiusure, a licenziamenti per chi ha pensato e sperato di dare fiducia. L’unica cosa certa è il rinvio delle tasse comunali a febbraio”.

“Ma il girone dantesco non finisce qui – continua Merli. – Proseguono le disgrazie per tutti quelli che vagano nel girone infernale delle calamità naturali. Pensiamo al problema degli aiuti per l’alluvione del ’94, ma anche al terremoto del ’90 in Sicilia: migliaia di imprese a cui l’unione Europea sta chiedendo i soldi indietro perché “aiuti di Stato”. O alla Sentenza di Cassazione n. 52038 della Terza Sezione Penale depositata il 15 dicembre, per cui un imprenditore che chiede di evitare conseguenze penali per non aver pagato i tributi a causa della crisi, non riuscirà a fornire le prove al Giudice che non poteva fare altro, compreso il fatto di rivolgersi alle banche”.

“Diabolico no? Ma se pensiamo al nuovo Isee (indice di ricchezza per avere agevolazioni) ci accorgiamo che il bene immobile peserà di più e la valutazione è quella al 31 dicembre dell’anno prima. Un pensionato che ha un immobile in una zona alluvionata, che nessuno vorrà più, un immobile che non vale più nulla sul mercato, dove abiterà solo lui con la speranza che non sia più allagato, avrà meno agevolazioni. Per il fisco il suo valore è quello dell’anno prima. Confagricoltura chiede che vengano cancellati i tributi per quelle imprese che, coltivando, “custodiscono il territorio”.

“E parlando di sanzioni vogliamo aggiungere il destino del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, per il quale dovrà essere bandita una nuova gara ma non si ha ancora nessuna certezza sulla proroga necessaria ad evitare che dal 1° gennaio le aziende siano soggette al sistema sanzionatorio relativo alla sua applicazione”.

“È necessaria una legislazione che regoli le situazioni derivanti da eventi calamitosi di grande portata. Un ragionamento che pare ovvio, ma la politica non ha mai fatto nulla. Perché? Perché si prosegue con la politica dell’emergenza? Non c’è politica se si prosegue con l’idea che i problemi vadano affrontati nell’emergenza. L’emergenza è il terreno fertile della corruzione: dalle ricostruzioni dei paesi terremotati agli immigrati; l’emergenza è terreno fertile per corruzione, infiltrazioni della criminalità organizzata e miliardi di sprechi”.

“Se esiste una classe politica degna di questo nome – conclude Merli – si deve porre fine a questi calvari che si ripetono da decenni. Si crei una legge nazionale che ponga le basi dell’azione preventiva dei disastri e a “protezione” delle vittime dei disastri, siano essi cittadini o imprese. Si agisca subito rinviando e rateizzando senza sanzioni e con semplici interessi legali chi non può pagare le tasse ed i mutui. Che il Parlamento lavori senza interruzioni e porti al Paese la soluzione”.

“Il tempo è domani. E in nome di tutti quelli che hanno ripreso a lavorare e si tengono stretti i dipendenti, che sia domani e non chissà quando” conclude il presidente di Cna Liguria.

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