
Regione. No all’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli montani nei comuni liguri colpiti dall’alluvione. Lo dice a chiare lettere l’assessore regionale alla Protezione civile Raffaella Paita a seguito della possibilità che il Ministero dell’Economia possa reintrodurre l’Imu nei terreni agricoli montani al di sotto dei 600 metri.
“Allo stesso modo – dice Paita – non condivido l’obbligo di pagamento in un’un’unica soluzione, entro il 16 dicembre, introducendo così una nuova tassa a 15 giorni dalla scadenza e violando lo statuto del contribuente”. Una scelta che coinvolgerebbe circa 2.000 comuni italiani e diverse decine in Liguria e in particolare nel ponente ligure. “In un momento di grave crisi economica – conclude Paita – con difficoltà di accesso al credito e dopo le calamità che hanno colpito la regione, ci saremmo aspettati interventi di sostegno alle imprese agricole, non nuove tasse”.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva), che impegna la giunta ad attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento affinché intervenga in tempi rapidi al fine di sopprimere il provvedimento relativo al pagamento dell’Imu per quanto riguarda i terreni agricoli.
Nel documento si ricorda che il decreto legge 66 del 2014 ha annullato i benefici sull’esenzione del pagamento delle imposte sui terreni agricoli in particolare nelle zone montane. D’ora innanzi l’esenzione varrà solo per i Comuni sopra i 60 metri di altitudine mentre c’è un’esenzione parziale per contadini e imprenditori agricoli di Comuni fra i 281 e i 600 metri. Al di sotto di questa altezza tutti gli operatori del settore sono costretti a pagare.