
Liguria. Lunedì 24 novembre 2014: non solo l’inizio di un’altra settimana, ma anche una vera e propria piccola rivoluzione per i consumatori. Da oggi, infatti, i clienti di bar, ristoranti e pizzerie della Liguria dovranno dire addio all’oliera. In tutta Italia è infatti entrata in vigore una legge europea che prevede l’obbligo del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva serviti in tutti nei pubblici esercizi.
Salate le multe per i contravventori: fino a ottomila euro per chi sarà colto sul fatto mentre sta “rabboccando”. Un provvedimento a tutela dei consumatori che permetterà così di evitare che le oliere vengano riempite o allungate con prodotti diversi da quelli indicati.
Nelle attività di ristorazione gli oli di oliva vergini dovranno quindi essere proposti ai consumatori in confezioni provviste di un’etichettatura conforme alla normativa e, soprattutto, di un idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata. Previsto anche un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo aver terminato il contenuto originale indicato sull’etichetta.
“Le novità per il prodotto simbolo della dieta mediterranea, e una delle eccellenze del territorio ligure, non si fermano al tappo antirabbocco – spiega Germano Gadina, presidente
di Coldiretti Liguria – è prevista anche un’etichettatura diversa rispetto a quella degli oli prodotti con miscele provenienti da uno o più Stati: in questo modo il consumatore sarà meglio informato sulla diversa qualità e composizione merceologica del prodotto. Si tratta di un’importante vittoria per Coldiretti, perché aiuta a salvaguardare un prodotto tipico del nostro territorio che, oltre a rappresentare un fattore salutare per i nostri cittadini, è anche una realtà produttiva fondamentale che porta risorse e occupazione nella nostra regione”.
“Considerando che due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero – precisa Gadina – è particolarmente importante l’applicazione delle regole di tutela della produzione di extravergine nazionale: se nella ristorazione sono aumentate le garanzie, anche con l’immediato avvio dei controlli da parte delle autorità responsabili, nei negozi e nei supermercati il consiglio ai consumatori è di verificare con attenzione l’etichetta: se non si tratta di olio italiano al 100%, deve essere riportata la scritta “ottenuto da miscela di olio comunitari o extracomunitari”. Una sigla spesso nascosta nel retro della bottiglia e in caratteri minuscoli”.
In alternativa, si può scegliere una delle 43 designazioni di origine riconosciute dall’Unione Europea che garantiscono l’origine italiana, oppure le bottiglie dove è esplicitamente indicata l’origine nazionale delle olive. “Meglio ancora – conclude Gadina – acquistare direttamente dai produttori agricoli”.