
Savona. Era finito a giudizio con l’accusa di stalking, ma il processo si è chiuso senza condanne. Le attenzioni che un cinquantenne savonese, P.B., rivolgeva ad una barista venticinquenne secondo il giudice infatti erano classificabili più come molestie che non come atti persecutori. Alla luce di un risarcimento danni di duemila euro, la parte offesa ha accettato di rimettere la querela e, di conseguenza, nei confronti dell’imputato è stata pronunciata una sentenza di non luogo a procedere.
Il presunto stalker era accusato di essersi presentato nel maggio scorso in varie occasioni nel bar dove la ragazza lavorava per vederla e incontrarla (un giorno l’uomo si era anche presentato nel locale indossando una maglietta con stampata sopra una foto della giovane). Un tipo di attenzioni che la barista ha ritenuto troppo morbose e che l’hanno convinta a denunciarlo. Nei confronti del cinquantenne era scattato subito da parte del gip il divieto di avvicinamento alla venticinquenne e, qualche tempo dopo, era arrivato anche il rinvio a giudizio.