
Vado L. Oltre al pericolo concreto di perdere il proprio posto di lavoro a rischio anche la pensione, dopo anni di sacrifici e versamenti al fondo elettrico. E’ la situazione che riguarda 53 cassaintegrati di Tirreno Power. Lo sfogo arriva da uno di questi lavoratori: “Continueranno ad essere discriminati, avremo sempre meno stipendio e un futuro lavorativo incerto. Oltre alle difficoltà di trovare un nuovo posto di lavoro, nel caso di nuova e diversa occupazione sarebbe impossibile avere una continuità pensionistica”.
“Da 24 anni i miei contributi vengono versati nel fondo elettrico – spiega il lavoratore di Tirreno Power -, ma questo, nonostante ora sia confluito nell’Inps, non è compatibile con i contributi di un qualsiasi altro lavoro, precludendo ogni forma pensionistica contributiva e lasciando solo lo spiraglio di una pensione minima al raggiungimento dell’età pensionabile”.
“Pertanto i lavoratori elettrici che si trovano nelle mie condizioni si trovano prigionieri del settore elettrico e non sono liberi di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro. Quindi, oltre al problema della centrale a carbone e dell’occupazione complessiva, la situazione è ancor più grave” conclude.
Il lavoratore, assieme ad altri colleghi cassaintegrati, stanno valutando di scrivere una lettera all’Unione Europea, denunciando la situazione del fondo elettrico e la mancanza di continuità pensionistica per la categoria.