
Savona. Tre furti in una settimana, due dei quali nella stessa notte. E’ il tristissimo record di una commerciante savonese, Vincenzina Fasino, titolare del “Mini Bar” di corso Ricci che questa settimana ha subito ben tre “visite” da parte di una banda di malviventi interessata alle slot machine. Il primo furto era avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 ottobre, mentre gli altri due entrambi nella notte scorsa.
Un vero e proprio accanimento che ha inevitabilmente lasciato senza parole la proprietaria del locale: “Di giorno lavoriamo per il Governo. Di notte per i ladri…E per noi quando lavoriamo?” ha detto sconsolata. L’altra notte, nel giro di un’ora, i ladri sono tornati per due volte: la prima, nonostante l’allarme si sia messo a suonare, sono riusciti a portare via una slot machine e poi sono scappati. Non contenti, dopo un’ora, forse pensando di non trovare più l’allarme, sono tornati nel locale probabilmente per rubare anche il cambiamonete o un’altro dei videopoker presenti, ma non ci sono riusciti.
“Cambiamonete e videogioco sono legati con una catena quindi portarli via era difficoltoso e poi non hanno avuto il tempo perché l’allarme si è nuovamente messo in funzione. Chissà forse pensavano che nel frattempo lo avessimo disinserito…” ha detto Vincenzina Fasino che dopo la prima visita dei ladri, avvenuta alle 3,20, era subito intervenuta insieme ai vigilantes. Al loro arrivo hanno trovato la porta di ingresso forzata, scoperto che una delle slot era stata portata via, controllato il locale per poi allontanarsi. Un’ora dopo il secondo allarme: ancora una volta però (anche se a mani vuote) la banda è riuscita a fuggire prima dell’arrivo degli addetti alla vigilanza. Qualche traccia, però, è rimasta come i segni delle gomme lasciati davanti al locale, segno di una sgommata, che fanno ritenere plausibile che i malviventi abbiamo caricato la macchinetta sopra un furgone o su un pick-up con cui poi sono fuggiti.
Non ci sarebbero invece dubbi che si tratti degli stessi ladri che nella notte fra lunedì e martedì avevano già preso di mira il “Mini Bar” (in quell’occasione avevano letteralmente scardinato il cancello messo a protezione della porta d’ingresso legandolo con una corda ad un’auto e trascinandolo via), ma erano stati traditi dall’allarme e dall’arrivo immediato dei vigilantes.