
Albenga. Alla fine di agosto erano stati arrestati (e poi subito rimessi in libertà con il divieto di dimora in provincia di Savona) per un furto al distributore di benzina della Ip di Regione Bagnoli ad Albenga. Questa mattina quattro torinesi, Emanuele Bronzino, di 25 anni, Luca Manuele, di 31, Federico Manuele, di 25 e una ragazza Valentina Repaci, di 30, tutti provenienti da Giaveno, hanno scelto di patteggiare cinque mesi di reclusione e 200 euro di multa.
Secondo quanto gli veniva contestato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile ingauno e dei colleghi della stazione di Ceriale che li avevano arrestati, il gruppo di amici (assistiti dall’avvocato Maria Azzurra Ciccarese) avevano scassinato intorno alle 4 di notte la porta finestra del benzinaio per rubare pochi spiccioli. L’allarme era scattato grazie ad un cittadino che si era accorto della presenza sospetta e aveva chiamato il 112. Poco dopo le pattuglie, avevano intercettato una Lancia Y che, appena lasciato il distributore, si stava allontanando ad altà velocità in direzione dello svincolo autostradale.
Dopo un breve inseguimento, la vettura era stata bloccata e gli occupanti identificati. L’unica ragazza presente sull’auto era stata trovata in possesso di un piccola somma di denaro composta più che altro da monete. I quattro avevano anche provato a giustificare la loro improvvisa fuga alla vista dei carabinieri, ma senza fornire spiegazioni davvero convincenti. Ad incastrarli poi erano saltate fuori anche altre prove: durante il successivo sopralluogo i militari avevano infatti accertato che la porta finestra era stata sfondata con due calci e sui vetri c’erano le impronte della suola delle scarpe indossate da Bronzino.
Inoltre, la somma (meno di 10 euro) ritrovata nelle tasche della trentenne corrispondeva all’ammanco della cassa indicato dal titolare del distributore. Per i quattro giovani erano scattate quindi le manette e la mattina seguente erano stati processati per direttissima. Il giudice aveva convalidato gli arresti e rimettendo in libertà, con il divieto di dimora in provincia di Savona, gli imputati.