
Savona. A poco più di un mese dalla ripresa delle lezioni per il nuovo anno scolastico la Flc Cgil esprime il proprio sconcerto ed il proprio rammarico per la decisione di stralciare dal disegno di legge sulla Pubblica Amministrazione l’emendamento che avrebbe consentito di risolvere, sia pure tardivamente e parzialmente, il problema del personale della scuola docente e Ata appartenente alla c.d. “quota 96”.
La questione riguarda quel personale che, a causa di uno tra i più devastanti effetti della “riforma Fornero”, non aveva potuto accedere al pensionamento, al termine dell’anno scolastico 2011/12, pur avendone maturato i requisiti.
“La mancata risoluzione del problema di “quota 96” rappresenterebbe, quindi, se confermata, una palese ed inaccettabile ingiustizia, oltre al fatto di non consentire l’effettuazione di circa 4.000 nuove assunzioni in ruolo che contribuirebbero a quello “svecchiamento” del modo della scuola di cui tutti, a parole, non perdono occasione di ribadire la necessità” dice il sindacato savonese.
“Il caso “quota 96” evidenzia altresì l’urgente esigenza di cambiare la “riforma Fornero”, i cui effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti. Su questo tema la Cgil è fortemente impegnata ed è in campo con una vertenza unitaria” conclude la Flc Cgil.
“Il Governo cede alla pressione della Ragioneria Generale dello Stato, le ragioni della quale sono assolutamente discutibili. Per il superamento delle penalizzazioni, la R G S mette in dubbio i numeri dei possibili pensionamenti forniti dall’Inps; per “quota 96”, mette in discussione il numero dei destinatari, che il Ministero dell’Istruzione ha verificato direttamente con le persone interessate. La stessa Ministra Madia ha difeso questi provvedimenti nel passaggio alla Camera. Il Governo deve pretendere rispetto per il proprio lavoro e per quello del Parlamento” hanno commentato i deputati Pd Anna Giacobbe, Antonella Incerti e Patrizia Maestri.