
Savona. Si è acceso una sigaretta a letto ed ha provocato lo scoppio dell’ossigeno che gli veniva somministrato per la terapia. Sono stati minuti di grande paura quelli vissuti questa mattina nel reparto Utic della Cardiologia dell’ospedale San Paolo di Savona dove, intorno alle 5.30, si è registrata un’esplosione che ha generato anche una fiammata.
Secondo quanto accertato finora, a causarlo è stata appunto la leggerezza commessa da uno dei degenti, G.F., 65 anni, che pur di non rinunciare al piacere di fumare ha rischiato grosso. L’uomo, nonostante fosse sottoposto ad ossigenoterapia, infatti si è tolto la mascherina per accendersi una sigaretta. Il reparto Utic ha sei posti letto strettamente sorvegliati dagli infermieri: proprio uno di loro, sentendo un rumore (si trattava dell’accendino), si è precipitato nel box del paziente, ma giusto in tempo per vedere le scintille e la fiammata.
Nel togliersi la mascherina l’uomo aveva creato davanti a sé una nube di ossigeno che, con la fiamma dell’accendino, è immediatamente esplosa. La gran parte del materiale presente era ovviamente ignifugo, ma dalle lenzuola si è comunque generato un principio di incendio, così come ha preso fuoco l’ossigeno appena inalato dal paziente, facendogli riportare ustioni alle vie respiratorie. Il pronto intervento degli infermieri, che hanno spento sul nascere le fiamme con un estintore, ha salvato la vita all’uomo ed evitato conseguenze ben più gravi.
Il 65enne è stato subito soccorso dal cardiologo presente in corsia e quindi intubato: all’inizio si è valutata la possibilità di un suo trasferimento al Centro Grandi Ustionati di Torino o a Villa Scassi, poi la sua situazione è stata giudicata non eccessivamente grave e quindi è stato trasferito nel reparto di Rianimazione del nosocomio savonese.
Nessuna conseguenza, per fortuna, per gli altri pazienti, che sono stati immediatamente spostati fuori dalla stanza per permettere al fumo di dissolversi. Il rischio corso però è stato enorme: basti pensare che il sistema di distribuzione dell’ossigenoterapia è unico nel reparto. Se l’esplosione, anziché fermarsi al tubo del letto del paziente, si fosse propagata la tragedia avrebbe potuto avere un’entità ben diversa.