
Albenga. I fatti risalgono a mercoledì scorso, ma solo grazie ad un forum di appassionati di kitesurf la notizia è, letteralmente, venuta a galla.
Nel pomeriggio del 13 agosto il loanese Christian Guglielmi si trova in mare con il suo kitesurf quando nota un catamarano scuffiato. Essendo una cosa che accade spesso specie nelle giornate ventose non presta molta attenzione, convinto che i due velisti a bordo sarebbero riusciti facilmente a raddrizzare l’imbarcazione.
“Poi ho visto che non si raddrizzava – spiega Christian – quindi sono prima tornato a riva ad avvisare la bagnina che probabilmente avrebbero avuto bisogno di aiuto, poi sono ripartito per capire come era la situazione, in accordo con la bagnina di tornare subito per chiamare o meno la Capitaneria”.
L’imbarcazione si trovava oltre la Gallinara ed era quindi impossibile accorgersi da riva di quello che stava succedendo. Quando Guglielmi ha raggiunto l’imbarcazione l’uomo a bordo gli ha immediatamente indicato e chiesto di soccorrere la figlia dodicenne che, a causa delle correnti, non riusciva a raggiungere il padre e l’imbarcazione.
“La figlia era caduta in mare e dato che il catamarano scarrocciava non riusciva a tornare a bordo. Aveva il giubbotto ma era stanca e spaventata oltre che infreddolita, ho quindi deciso di restare con lei sperando che a riva, non vedendomi rientrare, avrebbero avvisato la Guardia costiera”.
A questo punto Christian ha deciso di “caricare” la ragazzina a bordo della sua tavola e di fare rotta verso il catamarano, dove ad attenderli c’era il padre. In un normale giorno pre ferragostano l’isola sarebbe stata affollatissima e in molti avrebbero potuto aiutare il velista in difficoltà, invece la zona era deserta a causa delle pessime condizioni meteo e del vento di libeccio che soffiava ad oltre 25 nodi.
“Non senza difficoltà abbiamo raggiunto il catamarano, poi, visto che aiuti non ne arrivavano, abbiamo provato a raddrizzarlo, il papà appeso ad uno scafo, io in acqua con una cima, sfruttando il tiro del kite. Dopo un po’ ci siamo riusciti”.
Una volta raddrizzato il catamarano entrambi hanno fatto rotta verso riva, anche perché il vento stava calando e c’era il rischio di non riuscire a rientrare. “Non hanno avuto il tempo di dirmi nulla, mi hanno chiesto come mi chiamavo e mi hanno detto che ci saremmo rivisti a riva. Ma siamo rientrati in due punti diversi e non li ho più visti; tuttavia la ragazzina, mentre la riportavo dal padre, non smetteva di ringraziarmi” conclude Guglielmi.