
Vado L. Nell’ambito della vertenza su Tirreno Power Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil hanno proclamato lo sciopero generale, che riguarda l’iniziativa di protesta a livello nazionale che prevede 8 ore di astensione dal lavoro da plasmare nel mese di luglio, in attesa che si sblocchi la difficile situazione che vede sì l’impegno del Ministero per la nuova AIA, ma rimane pendente il giudizio dell’autorità giudiziaria sull’istanza di dissequestro.
“Tirreno Power, uno dei principali produttori di energia elettrica in Italia con tre centrali termoelettriche e 17 centrali idroelettriche, ha unilateralmente aperto una procedura di licenziamenti collettivi per oltre il 60% della propria forza-lavoro”.
Immediata, quindi, la dichiarazione di sciopero generale per tutto il mese di luglio, innanzitutto del lavoro straordinario: 8 ore per tutti i lavoratori giornalieri e 8 ore di sciopero per ogni turno consecutivo per turnisti e semiturnisti. Tuttavia, durante lo sciopero, che verrà dichiarato almeno 10 giorni prima della sua effettuazione, sarà garantita – assicurano i sindacati – la sicurezza e la continuità del servizio elettrico.
Lettera dei sindacati anche al presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Non vogliamo pagare errori del management”. “Da tempo avevamo avanzato la richiesta, reiterata alla Presidenza del Consiglio ed ai ministeri competenti, di attivare un tavolo con le parti sociali sulla crisi del settore termoelettrico che sta producendo la chiusura di molte centrali (su 10.000 addetti sono a rischio la metà) comprese quelle più efficienti, al fine di trovare soluzioni condivise per i cittadini, i lavoratori, le imprese” dicono le organizzazioni sindacali del settore.
Insomma, i sindacati sono pronti a trattare ma, al momento, rimane la mobilitazione in atto e le proteste già dichiarate.