
Savona. Una ventata di ottimismo dopo settimane di tensione. E’ quella che si respirava nella tarda mattinata di oggi sotto la sede dell’Unione Industriali, all’uscita dell’incontro che ha visto sul tavolo la situazione della centrale termoelettrica di Vado gestita da Tirreno Power. Un incontro al quale ha partecipato anche il direttore generale dell’azienda Massimiliano Salvi che ha chiarito una volta per tutte i piani per i prossimi mesi.
Proprio il fatto che l’azienda ci abbia “messo la faccia” è stato apprezzato dai sindacati e dalla Rsu della centrale che all’uscita, seppur con la dovuta moderazione vista comunque la delicatezza del momento, hanno manifestato una certa soddisfazione. “E’ stato un incontro positivo perchè l’azienda ha risposto a una prima domanda di fondo: se aveva e ha tuttora la volontà di produrre ancora energiae in particolare nel sito di Vado. L’azienda ha subito sgombrato il campo e ha detto che questa è la sua volontà” ha esordito Giuseppe Giangrande della Uil.
“L’altra questione – prosegue Giangrande – è che l’azienda ha ormai presentato il rinnovo dell’Aia con tutte le condizioni che ritiene essenziali e utili a risolvere le problematiche che gli aveva posto la Procura della Repubblica. Ora il problema dell’azienda è che tutto deve avere un percorso abbastanza rapido, ossia che si dà di termine per problemi economico – finanziari il 30 settembre. Noi per nostra parte agiremo sugli organi che devono rilasciare l’Aia per accelerare la risposta corretta che deve essere data all’azienda perchè come sempre detto vada prodotta energia pulita che salvaguardi la salute dei cittadini e dei lavoratori. Non credo che si starà a giocare su una data: non importa se 30 settembre o 1 ottobre, l’importante come ha spiegato l’amministratore è che in quei giorni si abbia notizia del rilascio dell’Aia, con la quale iniziare un nuovo percorso per il dissequestro degli impianti. Sulla ghigliottina che scatterebbe il 1 gennaio non faccio commenti, è da discutere all’interno del consiglio di amministrazione. Tutta la questione va presa step by step, questo è il momento di maggiore trasparenza e correttezza nei confronti degli amministratori e della magistratura”.
Positivo anche il commento di Claudio Bosio, segretario provinciale Cisl Savona: “Oggi è un momento importante perchè viene attuato il confronto a livello locale sul problema di Tirreno Power, azienda che da sempre si confrontava con le Rsu e sui tavoli nazionali. L’aspetto importante in questa vertenza dove intervengono molti attori, non solo l’azienda ma anche le banche, il piano energetico nazionale, il contesto locali e la magistratura, ognuno dei quali deve fare bene il proprio lavoro, è che occorre un elemento di determinazione e chiarezza. Al primo incontro in Prefettura dopo il sequestro degli impianti dissi che occorre chiarezza, capire cosa vuol fare l’azienda, che l’azienda abbia un piano industriale coerente con le proprie disponibilità economiche. Tutto il tempo passato alcuni scenari sono profondamente cambiati e credo che l’azienda abbia fatto bene a voler recuperare un rapporto con il territorio, che è fondamentale per far comprendere cosa vuol fare, con quali finalità e temporalità”.
“L’azienda ha presentato una nuova richiesta di Aia che qualora autorizzasse il dissequestro dell’impianto consentirà il riavvio dell’attività per un periodo temporaneo. Io credo che questo avvio temporale sia un aspetto legato al tempo, 3, 4, 5, 6 anni. Gli impianti hanno una vita che seppur nel rispetto delle migliori tecnologie disponibili non potrà durare all’infinito. E siccome riteniamo che la produzione di energia a livello locale sia fondamentale per il territorio occorrerà, dopo questo piano, trovare altri piani e risorse per consentire ulteriori investimenti che traghettano l’azienda nei prossimi vent’anni, nel rispetto di tutte le condizioni e le regole e del contesto a livello locale. Certo, ad oggi abbiamo una copertura ad una certa data, qualora quella data venisse superata bisogna capire l’arco temporale. Se il tempo diventerà troppo lungo, l’azienda avrà altre difficoltà. La sospensione degli impianti non è legata solo alla copertura sociale per i lavoratori diretti e dell’indotto, fino alla fine di agosto ma anche a quello delle prospettive dell’esistenza in vita dell’azienda sul sito di Vado” conclude Bosio.
“Siamo soddisfatti di questo incontro, è la prima volta che da quando si è insediato riusciamo a vedere il direttore generale e in secondo luogo perchè tutte le voci sui piani di chiusura, licenziamenti era assolutamente opportuno che il dg in persona ci desse rassicurazioni sul fatto della volontà dell’azienda di continuare ad operare sul nostro territorio e, nonostante le difficoltà finanziarie, che ci sono tutti gli intendimenti per poter ripartire con una nuova Aia” ha spiegato Maurizio Perozzi della Rsu aziendale.
“Oggi pomeriggio daremo rassicurazioni ai lavoratori perchè lo stato di tensione è talmente elevato sia tra le persone in cassa integrazione sia tra quelli dell’indotto che di fatto non hanno uno stipendio a fine mese. Cerchiamo di prendere un po’ di tempo in modo tale che a settembre con la nuova Aia non ci possano essere più intendimenti di sequestro della centrale di Vado Ligure. I lavoratori sono ancora in cassa integrazione in deroga, quello che è la nostra speranza è di poter ritornare a lavorare a ottobre. Le prospettive che ci sono oggi sono decisamente più serene di quelle di ieri perchè c’è la volontà dell’azienda di andare avanti” conclude Perozzi.