
Liguria. La Tari ha rivoluzionato ancora una volta l’assetto normativo che regola la tassazione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. “In questo panorama di continui cambiamenti, la trasparenza sulla fiscalità locale si rende ancor più importante. Per questa ragione Unioncamere Liguria ha verificato l’impatto di questa imposta sulle famiglie e sul sistema delle piccole e medie imprese, dove si registra un pesantissimo aumento, specie per la ristorazione” spiega il Presidente di Unioncamere Liguria, Paolo Odone.
In Liguria solo 15 su 52 Comuni con popolazione superiore a 5 mila abitanti hanno deliberato le aliquote della TARI, per una popolazione complessiva di circa 230 mila abitanti. Tra questi Comuni compare solo un capoluogo di Provincia, Savona. Da quanto emerge con il monitoraggio effettuato nei primi mesi del 2014, l’aumento della spesa in Liguria si conferma molto elevato per le famiglie, con valori che in alcuni casi risultano anche maggiori del doppio rispetto al valore minimo. Gli aumenti sono tanto più elevati per le imprese.
Il principio del “chi produce più rifiuti paga di più”, sul quale la TARI si fonda, ha determinato una redistribuzione del carico sulle diverse utenze. Guardando al biennio 2012-2014, fra le utenze domestiche, quelle che non vedono grandi scostamenti sono le famiglie monocomponenti. Le famiglie composte da 3 persone invece vanno a spendere il 17% in più, quelle di 5 componenti arrivano al 40% in più.
Nel caso delle utenze non domestiche, gli aumenti più consistenti riguardano le attività che producono una maggior quantità di rifiuti, come i ristoranti, con un incremento di oltre il 70%, e i parrucchieri, con un incremento che arriva a toccare l’80%. Al contrario, per le attività a bassa producibilità, la spesa annua registra un calo significativo, che in alcuni casi arriva circa all’80%, come per i capannoni industriali. Una buona notizia, che interessa il comparto turistico, è la diminuzione del 10% della spesa per gli alberghi senza ristorante.