
Finale. Tutto rinviato all’atteso e decisivo vertice di domani a Roma al Ministero del Lavoro a Roma quando sindacati e azienda dovranno definire l’accordo sulla cassa integrazione per ristrutturazione, della durata di due anni: ma Fiom e Uilm Savona restano sul piede di guerra e nessuna intesa sarà firmata se non ci sarà un cambio di rotta rispetto ai punti dell’accordo sindacale: i chiarimenti su esuberi, esternalizzazioni non previste dal piano industriale e questione Laer.
L’ente regionale verificherà con l’azienda i punti di dissidio, con l’obiettivo di trovare una possibile soluzione. La Regione, nell’incontro di questa mattina con le organizzazioni sindacali, ha ribadito massimo sostegno rispetto alle istanze dei lavoratori. Naturalmente un incontro interlocutorio, anche se la posizione della Rsu finalese e dei sindacati resta quella: “Non si può parlare di cassa integrazione da ottobre se non si sa ancora dove sorgerà esattamente lo stabilimento della Laer che si occuperà di esternalizzazioni e non ci pare neppure opportuno parlare adesso di altre esternalizzazioni rispetto a quelle di cui già si è discusso”.
“I tre punti sono essenziali, la trattativa sulla parte economica ci ha soddisfatti (incentivi, integrazione reddito e trasporti), ma certamente non bastano, anche alla luce dei segnali di incertezza arrivati negli ultimi incontri” sottolinea Andrea Pasa della Fiom-Cgil.
Nel frattempo nello stabilimento di Finale rimane lo stato di agitazione ed il presidio dei lavoratori in attesa di novità dall’incontro romano di domani, dove, oltre che di cassa, si dovrà parlare di piano industriale e carichi di lavoro, ragionando anche sui punti dell’accordo sindacale. Sarà presente anche un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico.