
Savona. E’ stato uno dei principali personaggi dello sviluppo portuale savonese, dal dopoguerra fino ai giorni nostri. Gerardo Campidonico, uno dei decani tra gli ormeggiatori savonesi, spentosi a Savona lo scorso 14 giugno, viene ricordato per il suo essersi sempre battuto in prima linea per la cooperazione del settore marittimo e per aprire il dibattito più ampio sui servizi portuali e sull’organizzazione stessa dei porti, fino agli ultimi confronti sulle tariffe di ormeggio.
Molto conosciuto in città e non solo, Campidonico fu quindi una delle figure storiche della Cooperativa degli ormeggiatori, insignito anche di un riconoscimento speciale assegnato dalla Camera di Commercio. E per ricordarlo, domattina alle 11, si terrà una commemorazione presso la sede del Gruppo Ormeggiatori Savonesi, sull’arenile Santa Lucia. “E’ nel segno degli insegnamenti che seppe incarnare lungo tutta la sua vita che verrà ricordato Gerardo Campidonico, rara figura di marinaio, sindacalista e dirigente operaio – spiegano gli ormeggiatori – Campidonico è stato infatti uno degli ispiratori e padri nobili dell’Angopi, l’associazione nazionale gruppo ormeggiatori e barcaioli italiani di cui fu pure presidente nel 1988 che seppe non dare dignità ad una categoria di lavoratori tutt’oggi essenziale per la vita dei nostri porti”.
Ma non solo: “Come attesteranno pure le opere dell’artista e amico Walter Morando che verranno esposte per l’occasione, Campidonico riuscì a trasferire tutta la propria esperienza esistenziale in una missione di valori etici applicati alla pratica quotidiana del lavoro – raccontano dal Gos – Il marinaio autodidatta che, trasferitosi a Savona nel 1942 ad appena 12 anni, trovò nel mare la sua dimensione di vita, seppe forgiare i valori della propria vita nel solco della democrazia e della libertà. Due direttrici che lo fecero essere sempre riconoscente a chi sacrificò la propria esistenza nella lotta contro il nazifascismo e lo segnarono nell’apertura verso i diritti dei lavoratori e dei più deboli”.
Un impegno che il ragazzo venuto da Monteargentario dimostrò ancora più forte alla guida dell’Angopi: “Quando, il 18 giugno del 1988, la corte di Giustizia delle Comunità Europee, riconobbe la legittimità della disciplina italiana relativa al servizio di ormeggio, gran merito di un simile riconoscimento va data a lui. Libertà, solidarietà e democrazia furono per tutta la vita le inseparabili compagne di viaggio di un uomo che seppe trovare nel mare l’insegnante e l’alleato ideale per trasmettere i valori che hanno reso Gerardo Campidonico una figura difficilmente sostituibile pure per la sua lungimiranza. Di certo, sulle onde del suo amato mare e tra le banchine dei porti, il suo nome resterà per sempre un esempio”, concludono gli ormeggiatori.