
Albenga. Un lungo caso che si trascina in tribunale da parecchi mesi. S.S., ex dipendente di un hotel di Albenga, in primo luogo aveva denunciato il suo datore di lavoro per violenza sessuale, ma il procedimento era stato archiviato.
La seconda tappa del processo ha visto invece le parti invertite: S.S. era stata denunciata dal proprietario dell’albergo per calunnie. Il terzo procedimento, ora in corso, vede S.S., donna delle pulizie, accusata di aver minacciato di uccidere il proprio datore di lavoro se non fosse stata assunta.
La donna si è difesa, con il suo legale, sostenendo di non avere nessuna necessità di minacciare il datore per essere assunta in quanto da tempo già lavorava in albergo. Ha sottolineato di aver avanzato soltanto una legittima richiesta, che gli spettava: quella di essere messa in regola.
La difesa, per scagionare S.S. punta proprio su questi due punti: farla scagionare dalle accuse di minacce, oppure, dimostrare che la donna ha avanzato soltanto una richiesta legittima, con l’obiettivo di raggiungere un giusto vantaggio, quello di una regolare assunzione.
Nell’udienza di quest’oggi è stata ascoltata S.S., che ha fornito la propria versione dell’accaduto. La difesa, inoltre, ha chiesto di sentire un’ex collega della donna, che potrebbe proprio testimoniare che l’imputata, al momento delle presunte minacce, lavorava già all’interno della struttura alberghiera.
Il giudice ha rinviato il processo al 3 dicembre.