
Albenga. Questa mattina, 40 esemplari di testuggine palustre (Emys orbicularis ingauna) sono stati rilasciati in habitat naturali presso due siti di Interesse Comunitario della Piana di Albenga, la cava Valloni e uno stagno nell’alveo del fiume Centa, nella zona di Bastia, oggetto quest’anno della rimozione degli esemplari di testuggini alloctone finanziata all’interno del progetto europeo Lifeemys.
Approvato a luglio 2013 con una durata di 3 anni, il progetto Lifeemys, cofinanziato all’interno del programma Life+ per un valore totale di 1 milione e 300 mila euro, vede coinvolti l’Acquario di Genova, ente capofila, Arpal, Università di Genova (Distav), Parco di Montemarcello-Magra e Giardino Zoologico di Pistoia, con il supporto della Provincia di Savona e della Regione Liguria.
Obiettivo del progetto è la conservazione della testuggine palustre Emys orbicularis in due zone umide della Liguria, tramite la rimozione delle specie aliene, testuggini acquatiche esotiche acquistate come animali da compagnia e poi rilasciate in natura, il miglioramento dell’habitat e il ripopolamento.
Il progetto prevede di raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso varie azioni: cattura delle testuggini palustri aliene nelle aree di intervento e loro trasferimento presso lo stagno creato nel Giardino Zoologico di Pistoia; allevamento ex situ di Emys orbicularis ingauna e ripopolamento nella piana di Centa; miglioramento della qualità dell’habitat e dei luoghi di nidificazione, tramite la rimozione di vegetazione erbacea e arbustiva e l’inserimento di nuove aree di basking dove gli animali possono sostare al sole; valutazione dell’impatto sanitario e ambientale, prima e dopo il ripopolamento, tramite analisi qualitative e quantitative; informazione e sensibilizzazione verso il grande pubblico, presso l’Acquario di Genova e il Giardino zoologico e di Pistoia.
Tutti gli esemplari rilasciati avranno una marcatura di identificazione, un microchip e alcuni di essi verranno dotati di una piccola radiotrasmittente per seguirne gli spostamenti in natura con tecniche di radio-tracking, sotto il coordinamento del Distav (Dipartimento di Scienze della Terra, Ambiente e Vita dell’Università degli Studi di Genova).
In questo modo, nell’arco dei mesi successivi, sarà possibile monitorare e controllare gli esemplari rilasciati. Gli esemplari che saranno reintrodotti nell’ambiente naturale, sono nati negli anni passati grazie al primo progetto nato per la conservazione di questa specie, il Progetto Emys, che dal 2000 vede diversi partner lavorare fianco a fianco per la conservazione e riproduzione della testuggine palustre Emys orbicularis ingauna, originaria del territorio albenganese, che fino a qualche anno fa si reputava estinta a causa delle fortissime alterazioni del suo habitat naturale, subìte a partire dagli anni ‘60.
Il Progetto Emys nel 2001 viene formalizzato con un protocollo d’intesa tra importanti istituzioni: Provincia di Savona, Acquario di Genova, Comunità Montana Ingauna, Coordinamento Provinciale di Savona del Corpo Forestale dello Stato, Università degli Studi di Genova, le associazioni Pro Natura Genova e Wwf Liguria. Dal 2003 il Progetto viene anche sostenuto dalla Fondazione Acquario di Genova Onlus. Nel corso di questi anni uno dei risultati più significativi del Progetto è stata, nel 2004, l’ascrizione della testuggine palustre della Piana di Albenga alla nuova sottospecie Emys orbicularis ingauna, unico vertebrato esclusivo della Liguria.