
Albenga. L’ex assessore alle Politiche Sociali, sempre in prima linea sui temi più caldi del territorio, direttamente dal suo profilo Facebook scrive una lettera aperta all’Asl2 savonese – in queste settimane nell’occhio del ciclone tra la questione della “reperibilità obbligatoria” degli infermieri e il nodo dell’emodinamica al Santa Corona di Pietra Ligure – in cui denuncia, attraverso una personale testimonianza, le difficili condizioni dei pazienti ricoverati presso l’Rsa di Albenga, situata nell’istituto “Domenico Trincheri”. Condizioni che non riguardano l’istituto, bensì la Rsa che è ospite da qualche tempo al 4° piano della struttura.
“Cara Asl2 savonese – esordisce l’ex assessore – nelle ultime ore ho fatto visita ad una persona amica anziana ricoverata nell’Rsa ad Albenga. Il paziente mi ha subito confermato la grande professionalità degli operatori sanitari all’interno del reparto soprattutto nella scelta ed applicazione della terapia di mantenimento. Un grande disagio, però, si vive dentro alla struttura”.
“Da diverso tempo – sottolinea Ciangherotti – anche se i diretti responsabili affermano che stanno monitorando il fenomeno, è carente il cibo, nel senso che non arriva nelle dosi necessarie per sfamare tutti i pazienti ricoverati. E’ capitato che alcuni pazienti abbiano saltato il pasto. E alle lamentele dei parenti il personale infermieristico invita a protestare presso la direzione. Senza alcun beneficio se la situazione continua ad andare avanti. Allora, per evitare una tra le conseguenze più scontate, il peggioramento della salute del paziente, non sarebbe sufficiente applicare le linee guida del Ministero della Salute per il cibo in ospedale? Linee guida che parlano chiaro: ciò che si mangia mentre si è a letto malati fa parte della cura, ed è quindi fondamentale migliorare la gestione e la prevenzione della malnutrizione e il rapporto che i pazienti hanno col cibo”.
“Gli effetti di una malnutrizione – riflette Ciangherotti – infatti, dicono gli esperti nutrizionisti, si ripercuotono su difese immunitarie e funzionalità respiratoria, influenzano la qualità di vita e incrementano i costi economici e sociali di un ricovero a causa dell’allungamento dei tempi di degenza, del maggior uso di farmaci costosi e del ricorso a ulteriori terapie non previste in base alla diagnosi iniziale. Inoltre, per i pazienti anziani come la mia amica, che ha vissuto tempi di ‘tessere’ e carenza di cibo durante la guerra, è un po’ come sentirsi assediata, non amata e inutile, sentimenti che peggiorano l’umore, deprimono e intralciano miglioramenti e benessere”.
“Allora rivedere la mensa dei pazienti all’Rsa di Albenga sarà un piccolo passo in termini economici per la Sanità italiana ma un grande passo in termini di guarigione per il paziente ricoverato”, conclude l’ex assessore alle Politiche Sociali Eraldo Ciangherotti.