
Vado L. “L’intero settore termoelettrico, come noto, sta affrontando una fase di profonda crisi a causa principalmente del calo della domanda, della sovraccapacità produttiva e del conseguente sottoutilizzo delle centrali, in un contesto di diminuzione costante dei prezzi dell’energia elettrica e di forte pressione competitiva tra le diverse fonti”. Lo precisa in una nota l’azienda al termine del lungo incontro di oggi al Ministero sulla vertenza che riguarda la centrale di Vado Ligure.
“Tirreno Power, società prevalentemente focalizzata sulla generazione “tradizionale”, sta subendo in pieno le conseguenze di questa crisi alla quale si è aggiunto il sequestro dei due gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure avvenuto lo scorso 11 marzo e per i quali l’azienda ha pochi giorni fa presentato istanza di dissequestro assicurando l’immediato avvio di un importante progetto di interventi di ambientalizzazione. Questa situazione ha reso necessaria la predisposizione di un piano con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale in una fase complessa di mercato e di rinegoziazione del debito con gli istituti finanziari in scadenza il 30 giugno prossimo” spiegano da Tirreno Power.
“Il management è impegnato e determinato a garantire la continuità aziendale attraverso il rifinanziamento delle banche e il rientro in esercizio dei gruppi di Vado Ligure. Con questo obiettivo l’azienda ha previsto, sui diversi siti produttivi nel triennio 2014 -2016, un rilevante piano di investimenti per un valore complessivo di circa 180 milioni di euro” conclude l’azienda.