
Vado L. Un piano industriale che prevede 35 unità lavorative in meno per la centrale di Vado Ligure, oltre ad una parte dei 62 lavoratori della direzione dello staff dichiarati in esubero dall’azienda a livello nazionale (per Vado non c’è ancora un dato esatto). Questi i numeri di Tirreno Power presentati nel corso dell’incontro fiume (iniziato questa mattina alle 10 e 30 e terminato alle 15:00) che si è svolto al Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza di sindacati, Rsu e istituzioni.
191 gli esuberi totali confermati dall’azienda, che ha illustrato la pesante situazione debitoria che ammonta a 800 mln di euro, con difficoltà sempre maggiori a pagare gli interessi accumulati: se non ci sarà il dissequestro degli impianti e la ristrutturazione del sito produttivo, con gli investimenti previsti e gli interventi di ambientalizzazione, il gruppo rischia seriamente la chiusura: insomma la preoccupazione rimane alta.
Tra i punti del piano industriale di Tirreno Power previste anche nuove esternalizzazioni di produzione. Un piano, insomma, che non è andato già alle organizzazioni sindacali savonesi che hanno parlato di una “stretta” incomprensibile, che prevede anche meno indennità di turno per i lavoratori ed il congelamento del premio di partecipazione, con il via alle procedure di mobilità per il personale in esubero. “Una piano di sacrifici pesantissimo ed inaccettabile per i lavoratori” ha detto Tino Amatiello della Cgil.
I sindacati hanno rigettato il piano industriale dell’azienda proclamando lo stato di agitazione. Giovedì prossimo alle ore 14:00 è stata convocata l’assemblea dei lavoratori, alle 17:00 ci sarà una assemblea con i dipendenti delle aziende dell’indotto legato alle attività industriali di Tirreno Power.