
Vado L. L’età del carbone deve oggi lasciare spazio all’età delle fonti di energia pulita, nel rispetto della vita e dell’ambiente. Il carbone è una fonte di energia a basso costo perché prodotta con lo sfruttamento del lavoro dell’uomo che è ormai costretto, in cambio del lavoro, a mettere quotidianamente a rischio la propria vita”, questa la chiara presa di posizione – riguardo la vicenda Tirreno Power – dei Verdi savonesi, attraverso la viva voce del suo portavoce, Gabriello Castellazzi.
“Ormai è chiaro a tutti come le centrali a carbone siano la fonte di energia più nociva per il clima, l’ambiente e la salute umana – sottolinea Castellazzi -. Oggi,con l’ennesima strage nella miniera di Soma in Turchia, ci si accorge tragicamente che la stessa estrazione del minerale nero, dalle innumerevoli miniere sparse per il mondo, è causa di sofferenze umane non più tollerabili. Si contano ormai a centinaia gli incidenti mortali per un’attività mineraria estremamente pericolosa. Dalla Cina, dove i caduti si contano a migliaia a causa degli scarsi sistemi di sicurezza, agli Stati Uniti dove, nonostante i sistemi tecnologici avanzati si registrano ugualmente incidenti gravissimi, emerge un quadro mondiale veramente desolante”.
Il portavoce dei Verdi savonesi prosegue: “Lo stesso Ministero del Lavoro degli Stati Uniti ha dichiarato che i caduti in miniera sono stati 47 nel 2006, 34 nel 2007, 30 nel 2008, 18 nel 2009. Ultimamente nel West Virginia – nella miniera di Mount Coal – sono caduti 25 minatori per un’esplosione in galleria. La Cina non ha mai reso pubblici i dati relativi ai frequenti disastri minerari, con innumerevoli vittime, fatti conoscere al mondo solo da mezzi di informazione non governativi e semi-clandestini”.
E ancora: “Tra questi due estremi dobbiamo registrare tutti gli incidenti gravissimi avvenuti recentemente in Sud Africa, Congo, Sudan, Russia e in Ucraina. Quindi è ormai chiaro come in tutto il mondo siano proprio le miniere di carbone quelle dove si registra il maggior numero di caduti. L’estrazione di questo minerale richiede lo scavo di tunnel molto profondi e la presenza ineliminabile di gas esplosivi crea situazioni di alto rischio anche in presenza di sistemi moderni di protezione.
La stessa Italia non può dimenticare la tragedia di Marcinelle in Belgio, dove perirono 262 minatori di cui 136 nostri emigrati”.
“Nonostante questa realtà storica e recente, la lotta dei lavoratori per una maggiore sicurezza ha conosciuto dure repressioni: nell’agosto 2012, in Sud Africa a Marikana, la polizia ha sparato sui minatori in sciopero per una richiesta di maggiore sicurezza sul lavoro, uccidendone 34. Le centrali a carbone devono essere convertite in centrali di energia pulita: anche Tirreno Power, in sinergia con la Regione Liguria, deve poter utilizzare gli ingenti finanziamenti europei per le fonti rinnovabili.
In una fase di transizione, per la tutela immediata dei lavoratori, deve essere potenziato il gruppo
a gas oggi fortemente sottoutilizzato”, conclude Gabriello Castellazzi, portavoce della sezione savonese dei Verdi.