
Albenga. Una chiesa del Sacro Cuore stracolma per l’ultimo saluto degli albenganesi a Marina Luchina, la 39enne di Albenga stroncata da distrofia muscolare, conosciuto per aver gestito il bar della San Filippo Neri, per la sua attività nel volontariato della parrocchia e nell’associazionismo ingauno.
Questo pomeriggio alle 15 e 30 i funerali: tanti hanno voluto stringersi alla famiglia di Marina, che lascia il marito Paolo ed una bambina di 4 anni, Martina.
“E’ difficile nel momento in cui si perde l’affetto di una persona cara, riuscire ad aprire i nostri cuori alla speranza. Ma Marina ha continuato a sperare. Ha continuato a credere che le cose potessero cambiare, e a dire ‘c’è chi sta peggio di me’. Questa è la speranza. Questa è la forza. Marina ha aperto il suo cuore a tutti noi…” ha detto don Gigi nella sua omelia.
“Per questo dobbiamo rimanere fedeli a quello che Marina ci ha dimostrato e ci ha insegnato. Dobbiamo imparare a guardare la vita e il dolore con questo coraggio. Ripartiamo, non chiudiamoci, non arrabbiamoci. Chi vince è il bene, non ci possiamo chiudere nel dolore che è nell’anima” ha aggiunto don Gigi, ricordando la figura di Marina.
“Come in tutte le cose della vita, Marina ci aiuta come fa al Signore, ma poi spetta a noi portare a compimento l’insegnamento. Non possiamo nasconderci o chiuderci. Dobbiamo essere fedeli com’è fedele il Signore a ciascuno di noi”.
Al termine della cerimonia funebre la salma verrà cremata. Fuori dalla chiesa del Sacro Cuore la possibilità di donazioni per l’associazione italiana contro la distrofia muscolare alla quale Marina era iscritta da due anni.