
Genova. Come previsto, ieri pomeriggio, quattro degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sui maltrattamenti nel reparto 3D della Rsa Vada Sabatia di Vado Ligure sono stati ascoltati dal sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro. Davanti al pm, nel carcere di Genova Pontedecimo, hanno sfilato uno dopo l’altro Fernando Luis Arevalo Orellana (difeso dagli avvocati Claudio Marchisio e Sonia Garofalo), Daniel Negrea (avvocati Francesca Rosso e Giuseppe Piccardo), Elisabetta Cerisola (avvocato Maurizio Sisca) e Stellina Cirillo (avvocato Alain Barbera).
Gli interrogatori erano stati richiesti proprio dai difensori degli indagati che, dopo l’arresto, davanti al giudice per le indagini preliminari, avevano preferito non rispondere ad alcuna domanda, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Ieri invece i quattro hanno scelto di parlare per contestualizzare gli episodi che gli investigatori contestano a ciascuno di loro (e che sono stati fissati nelle registrazioni audio e video delle Fiamme Gialle).
Da quanto trapela Cirillo ha fatto alcune ammissioni davanti al magistrato, ma per alcuni episodi ha voluto contestualizzare meglio quanto si vedeva nelle immagini. Anche Orellana avrebbe ammesso “di aver sbagliato”, parlando anche della “situazione difficile in cui operava con i colleghi”. L’operatore avrebbe riferito al pm che erano “allo sbando”.
E’ probabile che, alla luce delle loro dichiarazioni (negli interrogatori gli operatori socio sanitari ed educatori del nucleo 3D hanno ammesso le proprie responsabilità), gli indagati cerchino di trovare con il pubblico ministero un accordo per il patteggiamento.
Mentre si delineano le varie strategie difensive, la Guardia di Finanaza continua ad indagare e, secondo quanto trapela, sarebbe imminente la consegna alla Procura di un nuovo rapporto. Sviluppi dell’inchiesta che potrebbero anche far salire il numero delle persone indagate (da subito la procura aveva ipotizzato potessero esserci dei profili omissivi all’interno della struttura vadese, da parte di chi avrebbe dovuto vigilare sulla condotta degli operatori). Infine gli investigatori sarebbero al lavoro su un altro fronte, che riguarda presunti abusi sessuali subito dai pazienti della Rsa. Un ipotesi di reato che, per ora, resta aperta contro ignoti.