
Vado L. Le segreterie nazionali hanno chiesto che si attivino immediatamente le parti nelle sedi più opportune per garantire, nel complesso del sito di Vado Ligure, la tutela del reddito a tutti i lavoratori dell’indotto che lavorano presso la centrale termoelettrica in ragione della fermata degli impianti alimentati a
carbone. E’ la prima richiesta avanzata ieri nel corso dell’incontro sulla vicenda di Tirreno Power che si è svolto al Ministero dello Sviluppo Economico.
I sindacati hanno chiesto all’azienda di predisporre in tempi rapidissimi la stesura di un piano di interventi sui due gruppi fermati dalla magistratura per consentirne la ripresa dell’esercizio, per la sopravvivenza dell’intera società Tirreno Power.
“I rappresentanti di Tirreno Power hanno garantito che, entro pochissimo tempo, predisporranno ed invieranno al ministero dell’Ambiente ed alle istituzioni competenti un apposito piano, al fine di circostanziare una serie di interventi che garantiscano una riduzione dei limiti delle emissioni rispetto a quelli previsti dall’AIA in vigore” afferma una nota congiunta delle tre sigle sindacali nazionale del settore.
I sindacati hanno ribadito all’azienda di presentare un piano industriale per verificarne, anche nelle intenzioni degli azionisti, la solidità nel nuovo contesto del mercato elettrico nazionale, al fine di garantirne il futuro con particolare riferimento ai conseguenti impatti occupazionali.
Infine, Filctem, Flaei, Uiltec hanno chiesto ai rappresentanti del ministero dello Sviluppo Economico di accompagnare e sostenere, d’intesa con i livelli istituzionali locali e nazionali coinvolti, le azioni di Tirreno Power per riavviare ed ambientalizzare i due gruppi sequestrati nel più breve tempo possibile, prevedendo azioni continue di monitoraggio.
“Abbiamo ribadito la richiesta al ministero di istituire un tavolo permanente di settore per individuare le misure necessarie alla sua stabilizzazione in ragione della sua qualificazione che lo certifica fra il più efficienti in Europa” conclude la nota sindacale.
Per Tino Amatiello della Cgil “fondamentale è che il vertice romano al Ministero sia prima possibile, l’incontro è davvero urgente e dopo che la data del 9 aprile è ormai slittata aspettiamo una convocazione ufficiale. Per noi anche il 15 aprile, come indicato da Burlando”.