
Pietra Ligure. Continua a tenere banco a Pietra Ligure la polemica sulla mancata approvazione da parte del consiglio comunale del progetto di riqualificazione delle aree del cantiere navale.
La città e il mondo politico sono spaccati tra chi si schiera contro il progetto Rodriquez e chi accusa questi ultimi di venir meno alle proprie responsabilità mettendo anche a repentaglio i posti di lavoro. Dopo giorni di discussioni Roberto Berselli e Maurizio Novara, consiglieri comunali rispettivamente di Forza Italia e Nuovo Centro Destra, dopo aver rilevato che “il consiglio comunale, a tale proposito, non è stato neppure convocato”, intervengono con alcune considerazioni in quelle che definiscono “polemiche strumentali”.
“La prima è quella che si parla di un progetto il cui iter è iniziato oltre sette anni fa e che gestito in solitudine pressoché assoluta dal sindaco De Vincenzi è parso, ora, anche a membri della maggioranza e quindi non solo a tutti i consiglieri di minoranza, che mai lo hanno approvato, bisognevole quanto meno di ulteriori riflessioni – attaccano i due consiglieri – In effetti quella che era la Lista Civica Pietrese che per dieci anni ha amministrato Pietra Ligure sotto l’autorevole ed a volte autoritaria guida del sindaco non esiste più. Ecco che alcuni membri, anche di primo piano, di quella stessa lista si sono sentiti liberi di esprimere il proprio dissenso senza per questo rischiare una crisi che avrebbe comportato la fine anticipata dell’amministrazione comunale e l’avvento del commissario prefettizio”.
“Situazione questa che di certo oltre a non risolvere la ‘questione cantiere’ avrebbe nuociuto anche ad altre iniziative condivise, intraprese o comunque programmate che siano – continuano – Alla luce delle suesposte considerazioni, addossare alla parte dissenziente del consiglio comunale, vecchia o nuova che sia, tutte le responsabilità pare un’irrazionale forzatura. Le responsabilità, a nostro parere, vanno ricercate nella lentezza con la quale la proprietà ha proceduto nella redazione del progetto e negli aggiornamenti di volta in volta richiesti da questo o quell’Ente con i ritmi consueti. Le responsabilità vanno altresì ricercate in chi non si è posto nelle condizioni di risolvere i problemi legati all’occupazione delle maestranze con valide proposte alternative al mantenimento di un’attività cantieristica dal futuro tutt’altro che facile”.
“Le responsabilità vanno pure ricercate in chi doveva promuovere e favorire opportunità diverse di occupazione senza illudere gli operai con rinnovate promesse e ripetuti periodi di cassa integrazione. In effetti, a quest’ultimo proposito, non c’erano solamente da valutare meglio i tempi di ‘approvazione’, quanto piuttosto quelli di ‘attuazione’ di un progetto di così vasta portata e complessità – è l’analisi di Berselli e Novara – Le responsabilità vanno ancora ricercate nella burocrazia che attanaglia il nostro Paese e che sottopone i progetti del tipo di quello in discorso ad un’interminabile serie di approvazioni l’una subordinata all’altra fino allo sfinimento”.
L’ultima bordata è diretta specificamente a De Vincenzi: “Le responsabilità vanno infine anche ricercate nel merito del progetto, ossia in chi ha tentato di risolvere ‘da solo’ la questione, come se la riqualificazione delle aree del cantiere non fosse un problema di importanza vitale per tutta la nostra città. La soluzione di un simile problema, l’abbiamo sempre sostenuto in tutti questi anni, non poteva e non doveva essere considerata appannaggio di una parte, anche se maggioritaria, a discapito dell’altra. La riqualificazione delle aree del cantiere navale doveva ed ancora può ed anzi deve coinvolgere l’intera collettività, chiamando i cittadini a contribuire in termini di idee e proposte volte all’individuazione delle migliori soluzioni, ossia quelle realmente utili allo sviluppo sociale, economico e culturale dell’intero paese”.
“Commettere errori adesso, ovvero non pensare ad una revisione radicale del progetto per mera miopia o per mancanza di idee innovative e necessariamente coraggiose, potrebbe pregiudicare l’irripetibile opportunità di approntare un futuro migliore per i nostri concittadini giovani o anziani, residenti o ospiti che siano”, concludono.