
Vado L. “Il tema è molto delicato: sono successi fatti gravissimi che non ci debbono dividere da una parte all’altra dei banchi di questo Consiglio. Persone deboli che non possono difendersi sono state maltrattate. Condivido l’enfasi che caratterizza gli interventi dei consiglieri di opposizione. E’ una vicenda molto pesante anche sul piano personale.”
Lo ha detto oggi in Consiglio regionale l’assessore Lorena Rambaudi che ha risposto ai consiglieri Melgrati e Rosso sul caso dei maltrattamenti nella struttura sanitaria di Vada Sabatia.
“In quanto ai controlli, essi esistono e non sono tutti programmati in anticipo. Ci sono controlli da parte dei Comuni sulla base loro competenze, controlli della Asl e della Commissione regionale di accreditamento a cui si aggiungono quelli effettuati dal Nucleo antisofisticazioni e sanità. Anzi, spesso gli enti gestori si lamentano di avere troppi controlli. Dobbiamo constatare, però, che questi accertamenti non sono riusciti a scoprire e a individuare fenomeni di violenza e di aggressività che si sono verificati in Liguria in tre differenti complessi: Vada Sabatia, Borea e nella struttura di Ne”.
Secondo l’assessore si deve fare una riflessione sulla prospettiva: “È evidente che il problema non riguarda solo le norme. Condivido quando detto dal consigliere Rosso sulla commissione che dobbiamo far lavorare. Meglio un controllo in più che uno in meno. Siamo in attesa delle relazioni dei tre livelli di controllo esistenti: il comune di Vado Ligure, la Regione e la Asl. Appena giungeranno queste relazioni, propongo di effettuare un approfondimento nella commissione competente. Per parte nostra abbiamo sospeso in via cautelare l’accreditamento di Vada Sabatia. Di fatto è venuto meno il servizio di un complesso molto grande. Purtroppo la legge sull’accreditamento riguarda le intere strutture e non i singoli reparti. Di fatto manca l’accreditamento quasi 300 posti per disabili e per persone in coma. Naturalmente le prestazioni per gli ospiti tuttora presenti in quella struttura saranno comunque pagate”.
“Il personale del reparto 3D agli arresti – ha aggiunto l’assessore Rambaudi – è stato sostituito nel giro di 24 ore dall’esplosione dello scandalo. Questi operatori seguivano da tempo e senza interruzione utenti molto difficili e con disabilità molto gravi. Senza giustificare nessun comportamento che ha rilevanza penale, è vero che il famoso “burnout” degli operatori esiste: non è facile raffrontarsi tutti i giorni con persone che vivono una così grande sofferenza. E’ evidente che per il futuro al personale deve essere garantito un ricambio e l’organizzazione deve prevenire simili situazioni. C’è anche il problema di quale ruolo abbiano giocato i supervisori. Per gli utenti coinvolti nei maltrattamenti abbiamo discusso insieme alle famiglie quali soluzioni approntare. In alcuni casi le famiglie hanno chiesto lo spostamento dei loro cari a Savona o alla Asl 1. Due famiglie delle 10 coinvolte hanno chiesto che i ragazzi restino a Vada Sabatia con garanzie di qualità del personale. Considerando che nel reparto 3D sono emersi problemi gravi, la Asl farà una lettera di diffida alla società Segesta con effetto immediato chiedendo che vengano fornite le qualifiche professionali degli operatori. E’ evidente, però, che di fronte a situazioni così gravi non si può scaricare tutta la colpe sugli operatori. Nei prossimi giorni verificheremo se ci sono responsabilità delle nostre strutture e della Asl. Situazioni del genere non si devono ripetere. I vertici dell’Asl ci hanno assicurato di non aver ricevuto segnalazioni ufficiali: se il consigliere Melgrati fornirà la lettera di cui è in possesso, avvieremo subito un’indagine”.