
Finale Ligure. Si avvicina la “Festa dell’inquietudine”, evento organizzato ogni maggio dal Circolo degli Inquieti, costituito nel 1996 per essere un riferimento per tutti coloro che si sentono “inquieti”, bisognosi di conoscenza, di un po’ di irrazionalità, eterni sognatori, viaggiatori culturali sempre pronti a partire per insolite destinazioni.
Il Circolo collabora già dal 2008 con la scuola finalese del Liceo Arturo Issel, creando il progetto “InquietaMente” che vuole sviluppare, con l’aiuto degli alunni, parte dei discorsi che verranno trattati nella “Festa dell’Inquietudine”. Quest’anno i temi proposti agli studenti sono la fuga dalla scuola e la fuga dei talenti dall’Italia. A partecipare saranno le classi III e IV E dell’indirizzo Scienze Umane.
Il tema della festa sarà “Inquietudine e fuga” e le giornate impegnate vanno dal 15 al 18 maggio. La prima di queste tratterà più nello specifico la “Fuga dalla scuola” e la sede della conferenza sarà l’Aula Magna del Liceo Issel. Il pubblico potrà godere della presenza di tre diversi relatori: Eleonora Pantò, Alessandro Berta e Massimiliano Vaira. La prima tratterà della “Formazione nel XXI secolo”: problema spinoso, infatti è ormai appurato che al giorno d’oggi non basta più la sola formazione scolastica, anzi quella informale deve concorrere sempre più a costruire un modello più moderno. La dottoressa Pantò è responsabile dell’area Contenuti e Media Digitali del CSP Torino ed è la presidentessa dell’Associazione Europea Media & Learning, che ha come fine la promozione dell’uso dei media digitali nell’educazione.
Alessandro Berta, direttore dell’Unione Industriale della provincia di Savona, parlerà de “L’industria che insegna” e metterà in evidenza i requisiti minimi per l’accesso al mercato del lavoro e le competenze necessarie. Infine, il sociologo Massimiliano Vaira, insegnante presso l’università di Pavia, ommenterà la famosa frase di origine anglosassone, con la quale il cambiamento della scuola viene paragonato allo spostamento di un cimitero. “Per questo sarà interessante scoprire cosa si intende con questa affermazione – dicono dal liceo Issel – Forse alcune tradizioni di insegnamento sono troppo radicate per poter essere smosse? Oppure è la volontà dei docenti a non essere abbastanza forte? Ciò che è certo è il fatto che nella scuola odierna non sempre si dà lo spazio necessario agli alunni e alla loro creatività, competenza ormai essenziale in molte professioni”.
Nella giornata di sabato 17, nell’Auditorium del complesso monumentale di Santa Caterina, in Finalborgo, si parlerà della fuga di talenti dall’Italia. Dopo una breve introduzione sul tema “La guerra dei talenti” a cura dell’ingegner Claudio G. Casati, Ilaria Caprioglio, scrittrice, avvocatessa, ex modella attiva in campagne di sensibilizzazione sui problemi alimentari e sul rapporto tra i media e i giovani, intervisterà il talento fuggito Marco Milan, ingegnere, dottore di ricerca e skipper.
“La fuga dei talenti è un fenomeno da non ignorare, ma anzi, da prendere seriamente in considerazione – è l’allarme dei docenti dell’Issel – moltissimi ragazzi decidono di inseguire i loro sogni e di lanciarsi in una fuga solitaria, abbandonando il gruppo che non riesce a guardare in modo diverso agli ostacoli della vita quotidiana. Il loro incedere viene definito come ‘andare in bolina’, utilizzando un’espressione tecnica per indicare il muoversi contro vento. Marco Milan rappresenta a pieno il talento in fuga: nato nel 1984, dopo aver incominciato gli studi di Ingegneria meccanica al Politecnico di Torino, si sposta in Svizzera per completare gli studi. È un grande appassionato di sport acquatici e di montagna, ha vinto diversi premi e medaglie nei campionati europei e mondiali di barca a vela, partecipando anche a competizioni alpinistiche. Il suo dottorato di ricerca è stato svolto presso l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL)”.
Per quanto riguarda domenica 18 maggio, gli Inquieti premieranno attraverso la manifestazione principale dell’intera festa “L’inquieto dell’anno, inquieto ad honorem”. Quest’anno, a ricevere questa simpatica attestazione pubblica che vuole elogiare il personaggio che, indipendentemente dai suoi interessi o attività, si è messo in luce per il suo essere inquieto, sarà Ramin Bahrami, illustre pianista iraniano, grande interprete di Bach. Tra i diversi vincitori delle edizioni precedenti ricordiamo Renato Zero, Raffaella Carrà, Antonio Ricci e Guido Ceronetti, premiato lo scorso anno.