
Vado Ligure. “Sulla Tirreno Power vogliamo avviare un’azione condivisa nel Governo per garantire che il rispetto delle leggi, la tutela ambientale e della salute dei cittadini si concilino con le preoccupazioni, comprensibili e condivise, sull’occupazione dei lavoratori dell’azienda e sull’indotto”.
Lo ha affermato oggi nell’Aula della Camera il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo (nella foto), che ha risposto a un’interpellanza urgente del deputato Massimo Fiorio (Pd) e altri sulle problematiche sanitarie, occupazionali e giudiziarie connesse alla centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure.
Anna Giacobbe, deputata savonese del Pd, è tra coloro i quali hanno presentato l’interpellanza urgente. “Nella replica – dichiara Giacobbe -, ho apprezzaro la tempestività della risposta e ribadito la necessità di un intervento a livello interministeriale, con una assunzione di responsabilità del Governo nel suo insieme, a partire dalla sollecita convocazione dell’incontro richiesto dalle istituzioni locali e della forze sociali, tramite la Prefettura di Savona. Ad oggi la convocazione non è arrivata”.
“Occorre un salto di qualità nell’azione delle istituzioni a tutti i livelli – dice Giacobbe -; gli accordi e le autorizzazioni a suo tempo rilasciate non sono più una cornice sufficiente a dare risposte né all’allarme per le condizioni ambientali e sanitarie, né alle questioni produttive ed occupazionali. E’ necessario verificare le reali intenzioni dell’azienda; cioè se le inadempienze denunciate non siano legate ad un disimpegno rispetto agli accordi complessivamente stipulati; in definitiva se l’azienda non sia più interessata a quell’investimento, o non più in grado di farlo, per la situazione finanziaria e dei rapporti tra i soci, molto difficile”.
“Ho insistito – prosegue – sul fatto che il Governo deve affrontare la questione non solo come ‘notaio’ dell’osservanza o meno delle prescrizioni da parte dell’azienda, ma scegliere di essere parte attiva per rendere possibile che quell’impianto possa continuare a funzionare perchè del tutto compatibile sul piano ambientale ed economicamente sostenibile”.
“Inoltre – rimarca Giacobbe -, se si ritiene, come affermato nella risposta del Governo, che sia appropriato svolgere uno studio micro-geografico sul territorio interessato per verificare le conseguenze delle condizioni ambientali sulla salute delle persone, questo programma deve essere dettagliato nelle metodiche da parte dell’ISS e soprattutto che sia finanziato, affinché gli enti a livello territoriale lo possano realizzare”.
“Infine – conclude -, in merito agli strumenti per la tutela dell’occupazione e del reddito dei lavoratori: sarà la Magistratura a decidere le condizioni ed i tempi per una ripartenza dei gruppi fermi. E’ necessario che questo sia accompagnato dalla certezza di coperture sufficienti per la continuità di lavoro e di reddito di tutte le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti”.