
Andora. Nel febbraio scorso due fratelli marocchini, Rahal e Abdelkader El Karroui, rispettivamente di 40 e 30 anni, erano stati arrestati con l’accusa di aver tenuto segregata in casa per due anni, picchiandola e maltrattandola, la moglie del secondo. Questa mattina la ragazza, T.B. di 26 anni, è stata ascoltata nel corso di un incidente probatorio che è stato celebrato davanti al giudice Fiorenza Giorgi.
Nel corso dell’audizione protetta la ragazza ha ribadito le accuse contro i due uomini confermando la versione dei fatti che aveva già esposto ai carabinieri. Secondo l’accusa i due uomini avrebbero costretto la donna a rimanere sempre chiusa in casa, ad Andora, trattandola come una vera e propria schiava. Inoltre, praticamente con frequenza quotidiana, il marito (ma in un’occasione anche il fratello) avrebbe picchiato la ventiseienne colpendola con calci e pugni. Violenze che T.B., ora ospite di una casa famiglia, ha documentato fotografando i segni che giorno dopo giorno le botte lasciavano sul suo corpo. Immagini che sono state consegnate ai carabinieri dopo l’arresto di Rahal e Abdelkader El Karroui.
I due nordafricani, che sono difesi dall’avvocato Andrea Alpicrovi, devono rispondere di maltrattamenti, lesioni, atti persecutori continuati e sequestro di persona. Era stata proprio la ventiseienne, ormai esasperata, a chiedere aiuto ai carabinieri che avevano posto fine alla sua prigionia.