Pietra Ligure. Ha scelto Pietra e il ponente savonese per la sua “prima” da candidata alla presidenza alla Regione, Raffaella Paita. E’ andato in scena presso il centro polivalente il primo incontro pubblico di presentazione: è arrivata “scortata” dai colleghi assessori regionali Rambaudi, Guccinelli e Vesco, trovando ad attenderla una sala piena, con tanti sindaci e amministratori del ponente.
Una scelta, ha spiegato, dovuta a tre fattori: rapporti, ruolo strategico, potenziale. “Ho pensato che fosse bello iniziare con gli amici di Savona per il legame che si è instaurato in questi anni, per i rapporti che ci sono – ha detto Paita – e perché questo è un territorio dalle grandi potenzialità, dalle grandi risorse. Se il ponente savonese riuscirà a vincere alcune delle sfide strategiche che sono in atto ora darà davvero un ruolo decisivo alla costruzione di una regione più forte, che nei prossimi 20 anni giochi un ruolo chiave e non soltanto nel contesto italiano: su alcune partite, come la portualità e le infrastrutture, è in grado di raccogliere sfide anche europee. E quindi proprio con questa logica un po’ ambiziosa abbiamo voluto ritrovarci qui, per dare l’avvio alla campagna elettorale”.
Qualcuno, però, l’accusa di essere partita troppo presto. “Intanto io mi cimenterò sul sostegno ai candidati alle elezioni europee come se la candidata fossi io, quindi con il massimo dell’impegno e della dedizione come ho sempre fatto. E poi erano anni ormai che si parlava della mia candidatura – dice l’assessore regionale – e quando sono stata decisa e convinta di volere davvero mettermi in gioco l’ho fatto con trasparenza, non aspettando giochetti accordisti, ma dicendo che io ci sono, e che è giusto giudicarmi per le mie idee e i miei contenuti. Basta parlare con le veline dei giornali e con i retroscena: quello che si deve giudicare è quello di cui sono capace, e soprattutto la mia visione della Liguria del prossimo futuro”.
“Raffaella ha deciso di iniziare questa avventura in maniera aperta, trasparente, libera, e noi siamo ben contenti che abbia scelto il ponente della nostra provincia per iniziare questo percorso”, chiosa Nino Miceli. La corsa di Paita inizia qui, ma tante sono le adesioni già arrivate negli scorsi giorni, anche da chi non è più nel Pd: “Noi abbiamo cercato intanto di tenere unito il gruppo che si è riconosciuto attorno alla candidatura di Alessio Cavarra in una idea rinnovata di partito – ha spiegato Miceli – E dentro questa idea rinnovata di partito aperto noi cercheremo di tenere insieme tutto ciò che è possibile del Pd; ma queste saranno primarie di coalizione, ovviamente, aperte quindi anche a tutti coloro che, anche non del Pd, intenderanno dare il proprio supporto alla candidatura di Paita”.
La sfida è iniziata: da una parte Raffaella Paita, dall’altra gli “avversari” che si vorranno presentare. Il nome più gettonato in questo periodo è quello del sindaco di Savona Federico Berruti, ma potrebbe non essere l’unico. Paita non teme comunque di “spaccare” il partito, e rivendica fiera la sua scelta e la sua gioventù: “Se Renzi avesse aspettato tutte le regole e gli accordi non saremmo nella condizione di ora. Il Pd prima era una cosa di cui si parlava in quarta, quinta pagina dei giornali: oggi è il centro, il motore della vita politica del paese. Quindi dobbiamo avere coraggio, dobbiamo avere la freschezza dei nostri anni. Altrimenti quando serve essere giovani?”.