
Genova. Si è concluso, nella sede di Confindustria a Genova, il vertice sul piano industriale di Piaggio Aero, svoltosi con l’incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali.
L’azienda ha confermato le linee strategiche del cosiddetto “Piano di salvataggio”; le organizzazioni sindacali, prendendone atto, hanno ribadito nuovamente le proprie posizioni, a partire dal ritiro degli esuberi e, ritenuto che non esistessero i presupposti per continuare la discussione, hanno chiesto l’aggiornamento del confronto.
Le organizzazioni sindacali avevano dapprima calendarizzato l’incontro per un coordinamento sindacale unitario per martedì 25 marzo, in modo tale da continuare a confermare l’unitarietà degli obiettivi dei due territori e stabilire come proseguire il confronto. I lavoratori però hanno ottenuto una nuova assemblea che si svolgerà domani nello stabilimento di Sestri Ponente.
Martedì 1 aprile è previsto un nuovo incontro tra azienda, sindacati e rappresentanti di fabbrica presso la sede di Confindustria Savona.
Nella mattinata odierna il clima è parso subito pesante. I lavoratori genovesi hanno contestato in maniera accesa la delegazione di sindacalisti di Finale Ligure, tanto che Paola Boetto della Rsu è scoppiata addirittura in lacrime. I dipendenti genovesi della Piaggio Aero, infatti, ritengono di essere più penalizzati rispetto ai colleghi di Finale.
Poco dopo, però, è scesa la delegazione sindacale genovese, che ha chiesto ai lavoratori di stare calmi, spiegando che i vertici di Piaggio Aero hanno minacciato di far saltare il tavolo in caso di disordini. La situazione, quindi, si è tranquillizzata.
Il tavolo si è rivelato ben presto un “muro contro muro”. Lo sciopero dei lavoratori, inizialmente previsto fino alle 11,30, è stato prolungato da 4 a 8 ore. In tarda mattinata i vertici dell’azienda sono andati via uscendo da una porta secondaria e il vertice si è concluso con un nulla di fatto.
All’annuncio del blocco delle trattative sono volate uova, che sono finite contro il portone della sede degli industriali. Spintoni e urla (“venduti”) sono stati riservati ai rappresentanti di Finale Ligure.
“L’incontro è finito – ha spiegato ai lavoratori infuriati Maurizio Marchi della rsu di Sestri Ponente -. C’è un rinvio perché al momento non ci sono le condizioni per andare avanti. L’azienda ha ribadito le proprie posizioni, noi le nostre”.