
Savona. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i quattro albanesi arrestati insieme a tre connazionali dai militari del Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Savona nell’ambito dell’indagine “Tuning”. Davanti al gip Fiorenza Giorgi, che ha fimrato le ordinanze di custodia cautelare a loro carico, tutti hanno preferito non fare dichiarazioni.
L’operazione dei carabinieri, avviata nella primavera del 2013, avrebbe permesso di individuare un giro di spaccio di sostanze stupefacenti (eroina e cocaina) che un gruppo di albanesi gestiva a Savona e dintorni.
I destinatari delle misure, firmate dal gip Fiorenza Giorgi, sono Armand Cyrbja, 25enne di Tortona, gestore di una stazione di servizio, pregiudicato; Pllum Frashnishta, 25enne di Tortona, nullafacente, attualmente detenuto in carcere; Drilon Leci, 32enne di Savona, muratore, pregiudicato e agli arresti domiciliari; Albjan Milushi, 26enne di Savona, nullafacente, pregiudicato; Denis Remziu, 27enne di Savona, pregiudicato, già ristretto ai domiciliari; Olent Remziu, 24enne di Savona, nullafacente, pregiudicato; Saimir Sulati, 36enne di Samarate, vivaista, incensurato.
Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Chiara Venturi, hanno permesso di scoprire i canali con cui lo stupefacente arrivava a Savona: l’eroina proveniva da Samarate, in provincia di Varese; l’approvvigionamento di cocaina da Tortona, in provincia di Alessandria. Secondo gli inquirenti il referente savonese era Denis Remziu, che, una volta acquisito lo stupefacente, lo rivendeva ad altri connazionali i quali, a loro volta, lo spacciavano al dettaglio.