
Albenga. “Un’armata Brancaleone”. “Un’accozzaglia senz’anima”. Così Eraldo Ciangherotti definisce la lista che supporterà Giorgio Cangiano nelle prossime elezioni ingaune. A detta dell’ex assessore il suo sarebbe un gruppo che va “dalla sinistra estrema ai democristiani di centrodestra, passando per qualche immancabile socialista e per i soliti soldati di ventura”, una lista “che raccoglie gli scarti del centrodestra di Albenga”.
La “sparata” di Ciangherotti prende il via dall’inaugurazione del point elettorale di Cangiano. “Tra i primi ad aver prenotato la solita poltrona – attacca il forzista – pronti anche a tesserarsi nel Pd, ci sono i vari in cerca d’autore: Mauro Vannucci già Forza Italia, poi Popolo della Libertà; Ubaldo Pastorino, già PSI poi Nuovo PSI alleato di Berlusconi; Manlio Boscaglia ex DC poi PdL berlusconiano”. Ciangherotti li definisce “i nuovi renziani di Albenga, nuovi acquisti in una cornice di vecchia dirigenza di cariatidi: dalla Donatella Celsi, che è passata alla storia per non aver fatto il nulla assoluto come membro in quota PD nel cda al Trincheri, alla sua collega compagna Graziella Cavanna, sempre in mezzo (chissà se per sopravvivenza o per visibilità) ai tanti contributi di fondazioni, comuni e regione”.
Ciangherotti, membro convinto del clan della “zarina verde”, tanto da non averla mai abbandonata quando sembrava in bilico a vantaggio prima di Roberto Schneck e poi di Massimiliano Nucera, è un fiume in piena. “Come se già non bastasse Vazio, che non è riuscito a salvare il nostro tribunale, c’era pure Nino Miceli, ovvero tra i principali artefici del depotenziamento dell’ospedale di Albenga in favore del Santa Corona. Ecco, ora abbiamo capito a chi fa riferimento il PD di Albenga che candida Cangiano”.
“Insomma, i vecchi del nuovo che avanza erano lì, schierati a sostenere un candidato che parla di Albenga come un turista che mai si è occupato di amministrare la città – accusa il forzista – e che fa di tutto per nascondere i residuati bellici del PD portando avanti solo le liste civiche”.
“Bene, caro Cangiano, puoi pure gettare la maschera: adesso abbiamo capito il significato del tuo slogan, Un po’ banale, ma pur sempre vero: con Cangiano possiamo… mandare Albenga a bagno! – conclude Ciangherotti – Con Guarnieri, invece, possiamo vincere volentieri”.