
Alassio. Ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato condizionato all’audizione di due testimoni. E’ quanto successo questa mattina in tribunale durante il processo che vede a giudizio un ventiseienne finalese, M.M., arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga il 13 marzo scorso ad Alassio.
Il giovane era stato notato dai carabinieri chinarsi vicino ad un’auto come se avesse voluto nasconderci qualcosa sotto. Insospettiti dal gesto i militari di una pattuglia in servizio ad Alassio avevano deciso di fermarlo per un controllo. Dopo averlo bloccato, i carabinieri avevano verificato con le torce se sotto la vettura ci fosse qualcosa ed erano saltati fuori 12 grammi di marijuana. Stupefacente che, fin da subito, il ragazzo aveva negato fosse suo. Una versione alla quale gli uomini dell’Arma, anche alla luce di un piccolo precedente del giovane, non avevano creduto. Per M.M. erano quindi scattate le manette ed il conseguente processo per direttissima.
Nella scorsa udienza il giudice aveva convalidato l’arresto, ma aveva rimesso in libertà il giovane, che è difeso dall’avvocato Graziano Aschero. Prossima udienza il 25 settembre.