
Finale L. Licenziare per fare cassa e coprire i debiti accumulati: se questo è il piano di Piaggio, i lavoratori non ci stanno. A ribadirlo, in una nota, è Andrea Pasa della Fion Cgil Savona.
“E’ necessario capire se il piano industriale o il piano di salvataggio così come lo ha definito l’Azienda nello scorso incontro dell’8 di gennaio, su cui si è aperto il confronto, serve a rilanciare l’azienda e quindi il lavoro, oppure se si tratta solamente di proposte ed azioni che tendono a contrarre il ruolo produttivo di Piaggio sul territorio ligure e italiano e svuotare la parte velivolistica e in parte motoristica dell’impresa” scrive Pasa.
“Oggi il ‘piano di salvataggio’ e le strategie che l’impresa vuole mettere in campo appaiono incentrate solo al recupero del debito che la Piaggio ha maturato in questi anni, mettendo al centro il problema del costo della struttura individuando come risoluzione solamente licenziamenti e vendita di rami di azienda per fare cassa a breve – sostiene il sindacalista – E’ necessario costruire un progetto alternativo, che tenga insieme l’ultimazione dello stabilimento di Villanova D’Albenga, il trasferimento di tutte le attività e tutti i lavoratori oggi presenti a Finale, mettendo in sicurezza il lavoro”.
“Il sindacato in questi anni ha dimostrato a Piaggio di essere responsabile e di saper gestire ogni situazione, abbiamo condiviso con i lavoratori e con l’impresa negli ultimi 4 anni, dal 2009 a fine del 2013, accordi di cassa integrazione e di mobilità, con l’obbiettivo di mantenere le attività oggi esistenti all’interno di Piaggio in Piaggio e addirittura svilupparle ed implementarle, visto che le capacità dei lavoratori e delle lavoratrici Piaggio sono riconosciute in tutto il mondo – continua Pasa – Domani mattina presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma chiederemo con forza il ripristino della cassa integrazione straordinaria per tutto il 2014, e l’impegno dell’impresa a non avviare procedure di licenziamento o esternalizzazioni di attività, permettendo una condivisione serena degli obbiettivi aziendali e delle possibili soluzioni alternative”.
“Nell’accordo di programma furono proprio le organizzazioni sindacali e le istituzioni a voler inserire le questioni legate alla creazione di un indotto locale areonautico, partendo da una situazione produttiva all’interno di Piaggio consolidata e dopo la saturazione degli organici interni, e comunque da ragionarsi dopo l’avvenuto trasferimento a Villanova. Le soluzioni presentate dalla Piaggio non possono essere condivise e renderebbero impossibili un serie di progetti sperimentali e quelli di sviluppo che sono l’asse strategico del rilancio stesso dell’impresa. Siamo preoccupati non soltanto dell’impatto occupazionale negativo riferito alle strategie di esternalizzare varie attività oggi presenti in Piaggio, ma dall’improvvisazione con la quale l’impresa sta portando avanti questi temi ormai da anni. Pensiamo non sia nelle condizioni di organizzare e far funzionare, almeno oggi, nessun tipo di attività che non sia svolta all’interno di Piaggio, senza mettere a rischio l’intera filiera produttiva dall’azienda stessa, sia in ambito velivolistico che motoristico”.
E ancora: “Questo è il momento di iniziare a produrre ricchezza e mettere subito in lavorazione le parti, non è il momento di inventarsi quale strumento può essere messo in campo per buttare fuori le persone dall’azienda. Non accetteremo facili percorsi che ci verranno proposti dalla direzione aziendale, così come prospettati in questi giorni dall’impresa. Non si possono stracciare anni di contrattazione e condivisione talvolta anche sofferta (come gli accordi di mobilità del 2009 e del 2011) ogni volta che vi sono cambiamenti di manager all’interno di Piaggio”.
“La giornata di domani al Ministero deve essere un punto di partenza, in cui il Governo sia parte attiva di questa vicenda riconoscendo l’importanza strategica di Piaggio Aero per i prodotti che progetta e costruisce, con l’obbiettivo che le conoscenze, le professionalità e l’esperienza dei lavoratori e delle lavoratrici della Piaggio siano da volano per permettere che la trattativa sia davvero una trattativa dove poter intervenire sulle tematiche che non ci convincono, senza avere clessidre che segnino alcun conto alla rovescia. E’ necessario che le istituzioni tutte, liguri e nazionali intervengano a favore del lavoro e dei lavoratori, con l’obbiettivo di poter rimettere mano al piano presentato dall’impresa, ricordando in primis a Piaggio e ai manager attuali il contenuto dell’Accordo di programma del 2008 e soprattutto che ci sono cose che si possono fare e altre che non si possono fare” conclude Pasa.