
Albenga. Mamma Marilena fa vedere la foto di lei con il suo Andrea abbracciati e sorridenti alla foce del fiume Centa, ad Albenga. Il loro rapporto sta tutto in quell’abbraccio, quasi a sostenersi l’uno con l’altra per tentare di sopravvivere all’immenso dolore di una perdita: quella di un padre e un marito che se ne è andato troppo presto, a causa di un incidente stradale.
Quello scatto viene ripreso dalle telecamere di “Chi l’ha visto?” che ieri sera si sono occupate della scomparsa dell’ingauno Andrea Briatore che dal 30 aprile scorso non dà più notizie di sé. “E’ come se mio figlio fosse sempre stato alla ricerca di qualcosa da amare” sono le parole commosse della madre che parla di un ragazzo sensibile segnato dalla morte del padre quando aveva solo 6 anni. Forse è stata quella perdita a dargli la sensazione che gli mancasse sempre qualcosa.
E’ come se la vita di Andrea fosse divisa in due parti: quella regolare, di un ragazzo che non ha mai dati problemi, che è sempre andato bene a scuola e che è arrivato a un passo dalla laurea in Economia e Commercio; e poi quella degli eccessi, in cui è il vizio della droga a dominare le sue azioni. Da questi momenti bui il 36enne si è sempre risollevato grazie alla fede: un amico parla davanti alle telecamere di un viaggio a Medjugorje da cui il giovane era tornato come rigenerato.
“Andrea ha chiesto certamente aiuto alla Madonna perché lo salvasse dai suoi fantasmi” dice ancora la madre. Fantasmi che il 27 aprile scorso lo fanno cadere in una nuova e pesante crisi. In quel momento la madre non è in casa e i vicini chiamano i carabinieri. Il ragazzo viene ricoverato nel reparto di Psichiatria del San Paolo di Savona dove lo raggiunge la signora Marilena. Qui Andrea si sfoga e se la prende con la madre accusandola di averlo fatto ricoverare contro la sua volontà.
Quello è l’ultimo ricordo che Marilena ha di lui: il 30 aprile, infatti, Andrea prende le scarpe di un altro paziente e se ne va chissà dove. A nulla sono valse le ricerche nella zona attorno all’ospedale, lungo la pineta, fino alla scogliera: di lui non vi è traccia. E nemmeno i tentativi tra i caruggi più malfamati di Genova, “famosi” per il rifornimento di droga, vanno a buon fine.
Ora, alla mamma, non rimane che un appello che affida proprio a “Chi l’ha visto?”: “Andrea chiama, fallo per me”.
Andrea è alto 1,80, calvo, ha un tatuaggio sulla spalla destra che raffigura la madonna di Medjugorie, uno sul braccio sinistro con una stella a cinque punte e una frase che dice “Tutto ciò che accade dalle cose più grandi a quelle più piccole accade necessariamente” e un altro tatuaggio circolare sulla schiena. Quando è scomparso indossava una tuta di colore scuro.