
“A Carcare, la media dell’anno civile 2013 del biossido di azoto è risultata di 55 μg/m3, ben oltre il valore limite per la protezione della salute umana di 40 μg/m3 indicato dalla Direttiva 2008/50/CE e dal D.Lgs. 155/10, e in aumento rispetto ai precedenti 3 anni”. Lo afferma il WWF savonese, che ha scritto una lettera a tutte le istituzioni per prendere provvedimenti adeguati rispetto al problema ambientale e di inquinamento della località valbormidese.
“Questo dato indicherebbe che le disposizioni contenute nella Decisione della Commissione europea C(2012) 4524 non sono state rispettate e che il relativo Piano d’azioni di risanamento e tutela della qualità dell’aria con riferimento alla zona della Val Bormida IT0705 non ha avuto efficacia” aggiunge il WWF.
“Se tale dato dovesse essere confermato, molto probabilmente la Commissione Europea aprirà una procedura di infrazione per inosservanza del diritto comunitario, con probabile rischio di sanzione pecuniaria da parte della Corte di Giustizia europea, con conseguente danno per le casse erariali”.
“Ma questo dato indicherà soprattutto un potenziale e grave danno per la salute umana e per la vegetazione colpita. Il tutto ipoteticamente causando morti premature ed aumento di patologie correlate, con conseguente aumento della spesa sanitaria, per ricoveri ospedalieri e cura farmaceutica, con conseguente carico sulla comunità” conclude l’associazione.