Ho appreso con una certa perplessità della fiaccolata di protesta, organizzata dal suo partito, in programma per la giornata di oggi in alcune località liguri, in particolare nella città di Albenga. Ritengo ampiamente condivisibile una manifestazione a favore del lavoro, dalla parte dei disoccupati, decisamente deprecabile invece le sue dichiarazioni e quelle del Segretario Provinciale Ripamonti in merito agli immigrati occupati nel territorio italiano nonché l’accostamento della “spinosa” questione della disoccupazione con il problema dell’immigrazione, così come ben sintetizzato da Lei nello slogan dell’evento.
Vede, On. Viale, “le vacche al buio sono tutte nere” sosteneva il filosofo tedesco Hegel. Alla luce dei tragici fatti accaduti in Italia ( non ultimo quello consumatosi a Lampedusa nel 2013 ) è invece doverosa una chiara distinzione tra la disastrosa situazione lavorativa in Italia e il problema “immigrazione”, in quanto generati da differenti fattori. Il fenomeno migratorio sta coinvolgendo pesantemente il nostro Paese; ciò è sotto gli occhi di tutti. Farne, però, uno slogan elettorale a discapito degli uomini, donne e bambini coinvolti è, da parte sua, enormemente ingiusto. Affermazioni, come quella della Lega, tese ad identificare lo straniero, il rifugiato o l’immigrato in generale tra le principali cause di disoccupazione e/o criminalità, e, di conseguenza, additarlo come “nemico” da combattere è del tutto fuorviante. Per di più, tentare di persuadere la cittadinanza propagandando l’espulsione dell’immigrato quale risposta al problema del lavoro, oltre ad essere una soluzione degna del “Paese dei Balocchi”, è espressiva di un preoccupante populismo, carico di pretese tanto velleitarie quanto irragionevoli, tipiche del movimento separatista di cui Lei fa parte. In ultima analisi, una pura illusione, una proposta che brantola nel buio della ragione, genera mostri e non permette di distinguere i differenti colori delle citate vacche.
A mio avviso, On. Viale, questa politica si poggia sulla disinformazione e sull’ingiustizia, si alimenta di pregiudizi, di sospetto e di paura nei confronti della persona straniera, genera emarginazione e di conseguenza instabilità, tensioni sociali ed odio razziale. Come Lei ben sa, i processi migratori rappresentano, nel XXI secolo, un fenomeno irreversibile ed interessano tutto il mondo: questo la politica italiana non deve dimenticarlo. Tutti dobbiamo, invece, ed i partiti in primis, avere il coraggio di prenderne atto, fare progetti per il futuro e sforzarsi, con ogni energia, per rendere questo paese sempre più abitabile per tutti.
A riguardo, la legge Bossi-Fini è risultata, come giustamente rilevato dal Governo, un “buco nell’acqua” in termini di costi per lo Stato, di sovraccarico di lavoro per i tribunali, corti di appello, Cassazione, TAR, Consiglio di Stato ed altresì di “ingolfamento” del sistema carcerario italiano. Lei, on. Viale, tutto questo lo sa, omette però di dirlo chiaramente. Continua a difendere una legge che, oltre a fondati dubbi di costituzionalità, ha arrecato al nostro paese più danni che benefici, il logico risultato di una politica ideologica, miope e fallimentare, ostinatamente sostenuta dalla Lega Nord oltre ogni “ragionevole ragione”.
In secondo luogo, Lei ha affermato di poter smentire coloro che sostengono che gli immigrati occupati rendano di più di quello che costano per cure mediche, interventi sociali ect… In realtà, secondo i dati del “Dossier Statistico Immigrazione 2013” presentato a Roma il 13 novembre 2012, il flusso degli stranieri regolarmente occupati (e sottolineo occupati) ha rappresentato per il nostro Paese un beneficio pari a 1,4 miliardi di euro. La stima fornita tiene conto della differenza tra contributi previdenziali, le tasse pagate dagli immigrati e la spesa pubblica per l’immigrazione. La medesima analisi è stata riportata nel “26° Rapporto Italia” ( pag. 81) pubblicato ultimamente dall’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali in Roma. L’unica ad essere smentita, a questo punto, è Lei, onorevole.
Curare i malati ed intervenire nella società per migliorare la condizione e la qualità di vita delle persone che la compongono, siano esse bianche o nere, povere o ricche, stranieri o residenti, sicuramente -ha ragione Lei- implicherà un costo da parte di tutti, ma ne guadagneremo tutti in umanità. Quale stato di diritto si rifiuterebbe di curare un malato solamente perché immigrato? Al riguardo, dovrebbero far riflettere le rimostranze sollevate da moltissimi medici in Italia nonché le dichiarazione del dr. Massimo Cozza, ex segretario nazionale FP CGIL Medici in riferimento all’obbligo di denuncia per i malati “irregolari”. Obbligare infatti il personale sanitario a denunciare un paziente perché irregolare con il permesso di soggiorno è parsa una aberrazione a molti. Come si potrebbe fare prevenzione nei sempre più allarmanti casi di tubercolosi polmonare ? Dove andrebbero a partorire le immigrate senza permesso di soggiorno ? E’ il tempo del buon senso e della civiltà, cioè dell’eliminazione sia dell’obbligo che della possibilità di denuncia da parte di chi, come i medici, vuole curare e rispettare i principi deontologici e costituzionali. A questo siamo arrivati, onorevole? Inoltre, se si pensa che durante la manifestazione contro la chiusura del pronto soccorso di Albenga, molti immigrati hanno protestano insieme al sindaco Guarnieri e a tutta la cittadinanza, ciò dovrebbe farla riflettere maggiormente.
Per concludere: come già detto precedentemente, l’immigrazione incontrollata è un pesante fardello per l’Italia, ma non è certo con il mantenere la legge Bossi-Fini che tale piaga verrà risolta. E deve essere risolta. Non “istigando” crociate contro la persona che supera il confine, accusandola e incarcerandola per clandestinità (il termine clandestino non sempre coincide con quello di delinquente) ma proponendo soluzioni serie e razionali atte ad una più salda integrazione per chi rimane a lavorare nel nostro paese e ad un miglioramento del procedimento di espulsione per chi invece non potrà essere accolto. Lo stesso Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha indirizzato all’Italia serie raccomandazioni, invitando il nostro paese ad “adottare misure effettive, volte all’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti dei lavoratori extracomunitari”. Potremmo ben definire dette raccomandazioni come rimproveri in mondo visione.
Lei tutte queste cose le sa molto bene, ma non le dice. Dunque, solamente una promozione culturale a servizio delle persona è la risposta più grande che l’Italia deve offrire per tentare una soluzione a questo urgente problema. La conoscenza e l’istruzione sono, e devono essere, i principali fattori di sviluppo e futuro, così da accrescere le opportunità occupazionali per tutti, cittadini e non. Manifestazioni popolari in tale direzione acquisirebbero così un senso. E’ vero, on. Viale, quanto da Lei sostenuto: l’Europa spesso ci abbandona nella gestione dei flussi migratori verso il nostro paese ed in quella delle frontiere. Ci abbandona soprattutto quando alcuni eurodeputati, come l’on. Matteo Salvini, Segretario Federale della Lega Nord, non si presentano quasi mai alle sedute dell’EuroParlamento, pur essendo profumatamente pagati per farlo. Questo comportamento poco serio dovrebbe essere considerato, più che la clandestinità, un reato ai danni dello Stato ed essere un giusto motivo di protesta. Ma sorvoliamo.
Riporto una felice espressione, da molti condivisa, di Papa Francesco [prima esortazione, n. 210] che va esattamente nella direzione opposta alla sua politica: “ I migranti ci pongono una particolare sfida […] esorto perciò tutti i Paesi ad una generosa apertura, che invece di temere la distruzione dell’identità locale sia capace di creare nuove sintesi culturali. Come sono belle le città che superano la sfiducia malsana e integrano i differenti, e che fanno di tale integrazione un nuovo fattore di sviluppo!”. Tali città, Le sembrerà strano, esistono davvero. Questo è l’augurio alla mia città per gli anni avvenire.
La politica o andrà in questa direzione o non vi sarà alcun sviluppo per la Liguria e per l’Italia intera. On. Viale, non contribuisca a portarci sull’orlo del baratro. Per il resto, spero che oggi piova. Non me ne voglia per la mia franchezza; da parte mia era doveroso “rischiarare quel buio che non permette di diversificare e fare chiarezza”. Tutto qua.
Saluto cordialmente e Le auguro buon lavoro.
Matteo Consavella
Segretario NCD Albenga