
Savona. Cittadini stranieri che pagano per arrivare in Italia convinti di ottenere un permesso di soggiorno e un lavoro, ma poi si ritrovano senza l’uno e l’altro. E’ un copione già visto quello che ha portato la Procura (l’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci) ad indagare sette persone, quattro italiani, un marocchino e un albanese, per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Secondo l’accusa, in concomitanza della sanatoria per gli immigrati del 2010, il gruppo aveva raggirato almeno sette persone di diverse nazionalità (marocchini, egiziani e albanesi) offrendosi di seguire per loro tutte le pratiche necessarie per ottenere il permesso di soggiorno. Una volta incassato dagli stranieri un compenso di cinquemila euro però i “mediatori” erano spariti nel nulla lasciando senza lavoro e senza documenti i cittadini che avrebbero dovuto aiutare. Era stata proprio la denuncia di una delle vittime a dare il via all’inchiesta.
Questa mattina, davanti al giudice Donatella Aschero, è proseguito l’incidente probatorio: è stato ascoltato proprio uno degli stranieri che sarebbe stato raggirato che ha confermato le sue accuse. L’audizione delle presunte vittime continuerà a maggio nel corso dell’ultima udienza prevista prima di concludere l’incidente probatorio.