Andora. Amministratori locali schierati ad Andora in attesa del ministro Maurizio Lupi. Il tutto per dire che la Liguria, e in particolare il ponente savonese, è unito per chiedere un veloce ritorno alla normalità e il finanziamento di quelle opere attese da troppi anni, come il raddoppio ferriviario, la cui urgenza è resa palese dal disastro avvenuto sul binario unico tra Andora e Cervo, dove il 17 gennaio scorso l’intercity 660 è stato travolto da una frana. E anche i cittadini, pendolari in primis, chiedono tempi certi.
“Non lo chiede solo la gente – interviene il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza – Io più di una volta ho detto che le Ferrovie dovrebbero far finta di essere la Provincia. La Provincia, quando c’è una frana, prima rimuove la frana e dopo va a vedere di chi è la responsabilità, se può chiedere dei danni, se c’è un privato che deve indennizzare. Prima si ridà il servizio, dopo si discute. Qui c’è stato un momento di blocco perché il cantiere era sotto sequestro, ma oggi quel problema è alle spalle, adesso noi pretendiamo tempi certi”.
“Dal ministro vogliamo anche sapere se questa situazione, che nella drammaticità ci ha dato un rilievo di livello nazionale, ci dà la serena aspettativa di poter vedere cambiare le cose, e quindi raddoppiare e spostare a monte la ferrovia, e pensare veramente a indennizzi certi a chi ha subito dei danni – continua Vaccarezza – Il fatto che da Roma abbiano pensato di dare gratis l’autostrada solo a una porzione della provincia di Imperia è perché non si conosce il nostro territorio. C’è tanta gente che dal confine va a lavorare a Genova ed è obbligata a prendere l’autostrada: loro non ne hanno diritto?”.
E ancora: “Il raddoppio lo vogliamo tutti da tempo: non avere questo pezzo di raddoppio vuol dire vanificare anche la parte dove il raddoppio c’è stato. Abbiamo un tratto, da Finale Ligure a San Lorenzo, in cui il lavoro non è stato fatto, in cui viaggiamo per larghi tratti a binario unico. Non solo abbiamo problemi se viene una frana, che è un’eccezionalità; ma nella normalità conviviamo con un treno che attraversa i centri abitati. Io ho fatto per dieci anni il sindaco di Loano, è una cittadina non lunghissima che ha 7 passaggi a livello che tagliano nel cuore la città. I loanesi passano una settimana l’anno della loro vita in coda a un passaggio a livello. Tutto questo rende un servizio di pessima qualità, facile da interrompere (come abbiamo visto) e la vita impossibile alle nostre comunità”.
“Credo che noi aspettiamo ormai da decenni un investimento pubblico su questa terra, l’ultima volta che abbiamo visto dei soldi pubblici sono stati per fare l’autostrada, è arrivato il momento di vedere concretamente una realizzazione. Qualcuno ci potrebbe dire che ce la siamo giocata male quando i soldi c’erano, e forse un po’ di autocritica è anche giusto farla, perché forse abbiamo un po’ rallentato come comunità locale il progetto, ci sono stati momenti in cui abbiamo avanzato tante richieste; ma le soluzioni, pian pianino, sono state trovate. Ad esempio, a Loano tutto passava in viadotto o galleria artificiale, 158 abitazioni tra palazzi e case venivano giù; a Roma c’era ministro Claudio Scajola e tramite lui oggi l’attraversamento di Loano è totalmente in galleria naturale e nessuna abitazione viene abbattuta. Ma una volta ascoltate le comunità locali, tenuto conto delle reali esigenze, oggi ci siamo, oggi il progetto è un progetto possibile… facciamolo, però”.
Il ministro un paio di settimane fa ha detto che in due anni il raddoppio potrebbe essere fatto: “Non ci credo. Io ero bambino, mio padre incontrò il ministro Gaspari che già allora ci diede due anni di tempo. E’ come quelle donne che compiono 40 anni ogni anno” conclude sarcasticamente il numero uno di Palazzo Nervi.
Grandi aspettative anche da parte dell’assessore regionale Raffaella Paita: “Abbiamo concordato le modalità di azione per intervenire nell’emergenza e ora, a seguito del dissequestro, Rfi può operare sia per mettere in sicurezza il fronte franoso sia per la rimozione del convoglio. Poi dobbiamo lottare per il tema del futuro, ossia del raddoppio ferroviario. Sappiamo che la tratta San Lorenzo-Andora è bloccata da motivazioni e contese di tipo giuridico, ma noi confidiamo in una soluzione affinché si possa confermare il 2015 come l’anno della chiusura dei lavori. Per ciò che concerne la tratta da realizzare, ossia Andora-Finale Ligure, è necessario il finanzaimento da parte del governo. Noi tutti sappiamo che la Regione Liguria ha inserito questo raddoppio tra le priorità assolute nel dialogo con il governo”.
“I Comuni interessati sono già d’accordo, perché la Regione ha portato avanti un’azione di forte sintesi e ha sancito un protocollo di intesa: ora mancano solo le risorse, e su questo ci sentiamo molto battaglieri. Oggi guarderei con ottimismo al futuro: dobbiamo essere uniti e arrivare ad ottenere il famoso finanziamento” conclude Paita.
Una visita importante anche secondo Enrico Vesco: “Il cantiere è già partito, questo è un ulteriore stimolo a mantenere i tempi previsti da Rfi. Noi abbiamo assolutamente urgenza di aprire rapidamente questa linea e ripristinare il servizio, anche se con un po’ di disagio per la limitazione che forse verrà imposta. Poi c’è il grande tema del completamente del secondo lotto su cui non si può più attendere, siamo in ritardo di molto tempo; ed il tema che oggi porremo al ministro, e che già gli è stato posto nell’incontro a Roma, è quello di trovare le risorse per completarlo”.
“Gli enti locali, coordinati dalla Regione, hanno fatto un grande lavoro per riuscire a trovare un tracciato che fosse condiviso e creasse il minore impatto e i minori disagi – ha proseguito Vesco – Adesso bisogna che il governo faccia la sua parte e trovi le risorse per poterlo finanziare, d’altronde è un’opera prioritaria non per la nostra regione, ma per il paese. Questo è un collegamento internazionale che ci porta verso la Francia, dove peraltro sono già stati fatti consistenti investimenti, e noi siamo ancora al binario unico. Spero il ministro possa dare risposte”.