Andora. “Alle ore 13 di oggi abbiamo ricevuto l’autorizzazione da parte dalla procura della Repubblica di avviare le prima attività in loco, per cui già da oggi predisporremo tutte le azioni necessarie per la parte di nostra competenza”: queste le parole di Vincenzo Macello, direttore territoriale produzione Rfi Liguria nel giorno in cui si muovono i primissimi passi verso la rimozione dell’Intercity 606 che, il 17 gennaio scorso, è deragliato sotto i colpi di una terribile frana Tra Andora e Cervo.
“Confermo i tempi di 6-8 settimane a partire da oggi per vedere liberati i binari – continua – Partiremo con un rilievo topografico dell’area, poi con la messa in sicurezza del ciglio della frana tramite una rete chiodata che posizioneremo proprio sul ciglio per consentire le lavorazioni in sicurezza nella parte sottostante. Contemporaneamente arriveranno in cantiere tutte le macchine necessarie. L’ipotesi più accreditata rimane quella del recupero via mare”.
Gli interventi saranno effettuati in presenza dei consulenti incaricati dalla Procura. Dalla Procura precisano che la zona rimane ancora sotto sequestro e l’autorizzazione concessa si esplica solo nel contesto di una attività propedeutica all’inizio del cantiere, che inizierà con la messa in sicurezza del versante collinare, l’area privata interessata anche dall’ordinanza del sindaco Floris.
Sul posto, oggi, c’erano anche alcuni privati, proprietari delle case della zona. Come il signor Giuliano Bergami che ha detto: “Chi ha costruito le case qui ha detto che non c’è motivo di preoccuparsi, nè a livello di autorizzazioni né a livello di sicurezza. Certo, adesso non è che sia tanto tranquillo, speriamo che chi si occuperà ora dei lavori li faccia bene. L’unica preoccupazione che ho è che non possso venire a casa mia”.