Finale Ligure. All’inizio era una semplice idea: usare Facebook come strumento per dare nuova vita agli oggetti oramai inutilizzati che, invece, potevano diventare utili in altre case. Poi il gruppo è cresciuto sino a superare i 3500 iscritti e ogni giorno si concludo piccoli o grandi affari, rigorosamente tra privati, affari utili ad alcuni a liberare il garage e ad altri a pagare le bollette in periodo di crisi.
Sono decine e decine i post di oggetti in vendita o in regalo che ogni giorno affollano la bacheca del gruppo facebook “Val Maremola: Diamo nuova vita a quello che non ci serve più”. Gli iscritti non vivono solo sulle sponde del torrente che sfocia a Pietra Ligure ma in tutta la provincia: c’è la mamma che vende giochi e vestitini dei figli oramai cresciuti, c’è la segretaria di una nota azienda di moda milanese che vende capi di haute couture, c’è chi vende il divano causa trasloco e chi invece compra la Wii per i figli. Il tutto ben al di sotto del prezzo di mercato, ma c’è anche chi regala la vecchia TV o le sedie del giardino.
La prima domenica di ogni mese c’è poi il “gift day” dove si regala di tutto e chi è più veloce può fare anche dei veri affari. “Tutto è nato quasi per scherzo – racconta Carlotta, l’ideatrice del gruppo – oggi siamo in tanti e continuiamo a crescere. Ogni tanto alcuni iscritti mi scrivono per ringraziarmi perché grazie al gruppo sono riusciti a pagare le bollette, a fare i regali di Natale ai figli oppure semplicemente perché hanno potuto far felice qualcuno con un oggetto che a loro non serviva più”.
Oggi a Finale Ligure a casa di Monja Nobbio è andato in scena il primo “Open Day”: oltre 30 iscritti al gruppo hanno riempito la casa con migliaia di oggetti e li hanno messi in vendita.
“Queste cose in America sono la normalità, e allora ho proposto al gruppo di farlo qui. Tutto quello che c’è in casa ed ha una etichetta con il prezzo è in vendita, il resto è la roba di casa mia – spiega ridendo Monja – Sul gruppo si vende di tutto ma è difficile decidere su un abito, senza magari provarlo o toccarlo, per questo un gruppo di iscritti hanno portato i loro oggetti, dai vestiti alle scarpe, dai gioielli ai giochi per i bambini”.
“Noi donne gestiamo l’economia della famiglia – continua Monja – e sappiamo cosa ci serve e cosa no, per questo siamo in tante a fare affari sul gruppo. Ed in questo periodo di crisi possiamo così permetterci il lusso di un vestito di Moschino a 60 euro, cosa altrimenti impensabile per molte di noi”.
La giornata ha anche un fine benefico, visto che tutti i venditori devolveranno parte del ricavato in beneficenza. E così da questa mattina c’è un piccolo via vai sulle scale del condominio a Final Pia: “E’ incredibile, non ci aspettavamo nulla del genere e invece è una processione allegra. C’è chi ha portato i muffiin, chi la torta e tanti, anzi tutti quelli che sono venuti hanno comprato almeno un pezzo, anche io”.
E ora le iscritte non escludono che diventi un appuntamento fisso ed itinerante, in modo che anche chi oggi non ha potuto partecipare a Finale Ligure possa prendere parte al prossimo evento.