
Regione. E’ iniziato il dibattito sul disegno di legge “Norme in materia di individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti”. La legge, in attuazione delle disposizioni nazionali e comunitarie, detta le norme relative alla individuazione degli Ambiti territoriali ottimali per il servizio idrico integrato e la gestione integrata dei rifiuti, ed è volta a rafforzare il ruolo pubblico nel governo dei servizi e a definire ruoli e competenze della Regione e degli enti locali.
In mattinata sono intervenuti Antonino Oliveri (Pd), che ha presentato la relazione di maggioranza, e Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva), che ha presentato la relazione di minoranza.
Antonino Oliveri (Pd) ha auspicato il più ampio consenso ad una legge: “Ben strutturata, che garantisce un equilibrio fra diverse esigenze, tiene conto della situazione data, dei ritardi da superare e delle necessarie garanzie per mantenere il sistema economicamente in equilibrio. Una legge frutto anche di un lavoro intenso svolto dalla commissione al di là dell’appartenenza ai vari schieramenti. Sull’acqua si fa tanta demagogia perché nella gestione dell’acqua c’è molta opacità. Ben venga quindi una legge che unifica, crea chiarezza e trasparenza”.
Oliveri ha ricordato che gli Ato di La Spezia e Genova erano già integrati, quelli di Savona e Imperia no. Questo ha determinato che la legge inizialmente prevedesse solo 4 ambiti, uno per provincia. “Durante la discussione si è ritenuto giusto aggiungere quello della Valbormida – un bacino che ha caratteristiche diverse dagli alti – così come proposto da Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria Padania). Questo – ha affermato Oliveri – non è contraddittorio rispetto alla filosofia al cento della legge che punta all’integrazione gestionale”. Il disegno di legge identifica nell’Ato l’organismo gestore, un vero ente dotato di personalità giuridica. “Si tratta di una legge di semplificazione che crea meccanismi di regolazione, programmazione e controllo. L’esperienza ci dimostra quanto siano importanti questi elementi. Immaginare di tornare alla gestione comunale in una fase di scarsezza di risorse pubbliche è assurdo”.
Nella parte della legge che affronta il tema dei rifiuti si sottolinea la necessità di incrementare la raccolta differenziata. “A differenza del servizio idrico, per i rifiuti si è scelto di realizzare un unico ambito regionale che viene articolato in aree territoriali omogenee individuate su proposta dei comuni e in base a criteri decisi dalla Regione col piano dei rifiuti”.
Chiesa ha attaccato le aziende partecipate: “Essendo società quotate in borsa di pubblico hanno più poco. O hanno utili o è meglio chiuderle: maneggiano oro, perché acqua e rifiuti sono oro, non è ammissibile che accumulino debiti”. Chiesa ha poi spiegato il suo voto di astensione sul provvedimento: “E’ sbagliato accorpare due servizi molto diversi tra loro quali la gestione del servizio idrico e quello dei rifiuti. Due provvedimenti distinti avrebbero garantito maggiore trasparenza e chiarezza nei confronti dei cittadini che poi pagano le conseguenze della legge con le tariffe”.
“In questi anni i legislatori sono stati condizionati dalle lobby che operano nel settore, fatto ancora più grave, spesso lobby costituite da aziende partecipate. La depenalizzazione del reato di superamento dei limiti tabellari per l’acqua potabile è frutto di questo: quando la gestione era in capo ai Comuni i trasgressori rischiavano di finire in tribunale, oggi le grandi aziende, invece, non pagano dazio. Inoltre in momenti di spending review è deprecabile che il soggetto gestore possa procedere all’assegnazione di appalti senza indire gare. La gestione dell’Ato, prevista dalla legge fino ad oggi in vigore, in particolare nella provincia di Genova, ha creato disagi nell’entroterra, dove i Comuni originariamente gestivano in economia diretta il servizio idrico traendone entrate economiche che spesso venivano utilizzate per coprire i costi di altri servizi. Oggi accade l’opposto”.
“Positivo il fatto che sia stato approvato l’emendamento proposto dal Gruppo Misto – Liguria Viva insieme a Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) che ha portato gli Ato da 4 a 5 riconoscendo la specificità della Val Bormida che genera un affluente del Po e quindi non può essere accorpata a bacini imbriferi che sfociano nel Tirreno. Per quanto riguarda la gestione integrata dei rifiuti, il testo approvato risulta più condivisibile: permette una gestione più flessibile lasciando ai Comuni una maggiore autonomia dal punto di vista gestionale permettendo agli enti locali di associarsi e nello stesso tempo assicurando tariffe differenziate in base al servizio prestato”.