
Liguria. E’ stato approvato all’unanimità in consiglio regionale l’ordine del giorno che “impegna la giunta e il presidente ad attivarsi tempestivamente nei confronti del Governo e del Parlamento affinché sia rapidamente approvata una normativa nazionale che disciplini l’accesso all’attività imprenditoriale per il settore dell’edilizia”.
Un’approvazione che Cna Savona commenta con favore: “Sono circa quattro anni che il settore edile chiede, a più riprese, che sia definita una normativa nazionale che disciplini l’accesso alla professione. Riteniamo pertanto che l’impegno assunto dalla Regione sia un passo fondamentale sulla strada della necessaria regolamentazione di un comparto fondamentale per l’economia regionale e nazionale, oggi in profonda crisi”
Il 2013 è stato un anno critico per l’edilizia che ha accusato, in Italia, un calo occupazione del 7,1%. In Liguria, tra il 2012 e il 2013, il 5,3% delle imprese edili ha cessato la propria attività con conseguente perdita di ben 1900 posti di lavoro nel solo 2013.
“Durante la scorsa legislatura era stato approvato dalla Camera dei Deputati un disegno di legge sulla regolamentazione dell’attività di costruttore edile, che non è stato mai preso in esame da parte del Senato – spiegano da Cna – A distanza di due anni, nell’attuale legislatura, è stata presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge contenente ‘norme per la disciplina dell’accesso all’attività imprenditoriale nel settore dell’edilizia’, che al momento risulta assegnata alla VII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici”.
“A circa un anno di distanza non è stato ancora iniziato l’esame del provvedimento e neppure sono partite le consultazioni con le associazioni nazionali del settore – denuncia la Confederazione dell’Artigianato – Il comparto edile, che solo in Liguria conta 27 mila imprese per il 75% di natura artigiana, è l’unico settore per il cui accesso non è previsto alcun tipo di requisito minimo obbligatorio. La conseguenza diretta è che a oggi chiunque può improvvisarsi imprenditore edile senza dare garanzie sulla qualità dell’offerta alle famiglie e alle pubbliche amministrazioni”.
“Una carenza questa che deve essere sanata con urgenza – chiedono – visti la peculiarità del settore, gli oneri a carico dell’imprenditore, la pericolosità degli ambienti di lavoro, l’importanza della sicurezza e della qualità delle opere eseguite, tutti elementi questi che richiedono una definizione più precisa dei requisiti necessari per accedere alla professione di imprenditore edile”.
“Non solo, la situazione attuale lascia margini all’abusivismo, alla diffusione del lavoro nero, con grave danno alle imprese regolari che lavorano secondo standard di qualità e sicurezza – denunciano – Introducendo l’obbligatorietà di dimostrare il possesso di requisiti di idoneità professionale e finanziaria nonché adeguate attrezzature tecniche e coerente capacità organizzativa si interverrebbe positivamente sulla crescita delle imprese responsabili e sostenibili contrastando nei fatti le realtà abusive e fuori legge. Negli ultimi anni in Liguria si è assistito anche all’inesorabile frammentazione del settore delle costruzioni con, tra l’altro, il dilagare delle partite Iva: molto spesso sono soggetti che, sfruttando le lacune normative attualmente esistenti, s’improvvisano imprenditori abbassando così la qualità del comparto e contribuendo ad alimentare anche fenomeni di concorrenza sleale”.