Savona. “Se l’organizzazione dei servizi sostitutivi con i bus conseguenti al deragliamento dell’Intercity ad Andora vuol essere un assaggio di quella che sarà la presunta integrazione del trasporto pubblico ligure c’è da aver paura”: a dirlo è il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, che ribadisce le proprie perplessità (espresse anche dall’omologo imperiese) davanti al progetto dell’agenzia unica regionale fortemente voluta da Burlando&co.
“Io inviterei tutti a riflettere sul caso di Andora: in questa occasione Trenitalia ha fatto lavorare i pullman genovesi e quelli di Bergamo: le aziende locali non sono state interpellate. Ecco, se questo è un assaggio dell’integrazione direi che non ci piace per niente” ribadisce il numero uno di Palazzo Nervi.
Dichiarazioni che arrivano dopo i passi indietro compiuti dai presidenti delle Provincie di Savona e Imperia davanti alla nascita di una realtà in cui i loro territori rischierebbero, a loro avviso, di essere penalizzati dall’egemonia genovese. A non convincere è anche legge di riforma del trasporto pubblico locale.
“La legge sta in piedi anche senza agenzia. La Regione, infatti, avoca a sé una serie di competenze e poi le delega all’agenzia: se questa non c’è, la Regione si tiene le competenze. La legge funziona – anzi, non funziona – sia che l’agenzia si faccia o meno” dice il presidente della Provincia savonese.
Precisa Vaccarezza: “La Provincia di Savona non ha detto che non entra a priori, ma abbiamo chiesto due cose: primo, l’integrazione ferro-gomma. Su questo punto vogliamo sapere tutto prima, vogliamo essere certi che verrà fatta un’associazione temporanea d’impresa. Non deve essere Trenitalia, attraverso BusItalia che si prende i nostri dipendenti svuotando le nostre aziende per poi magari mandandoli a lavorare chissà dove e costringendoli così a licenziarsi. Sappiate che così han fatto a Firenze dove ne hanno lasciati a casa ben 200”.
“La seconda cosa che vogliamo sapere è come facciamo a mettere insieme mele con pere: un costo a chilometro di Atm è pari a 6 euro, di Tpl è 3 euro, ad Atp invece 5. A Genova hanno contratti aggiuntivi del 25% superiori ai nostri, hanno il 34% di personale non viaggiante ad Amt, in Tpl invece si parla del 16%: ecco, come si metteranno insieme queste cose? Se si fa una agenzia unica queste tariffe dovrebbero diventare uguali; se, invece, non si fa cosa unica e, in qualche modo, Trenitalia ci vuole comprare e usare come sub servizi allora sarebbe un’invasione inaccettabile. E comunque sia, ricordiamoci sempre del recente caso di Andora” conclude Vaccarezza.