Andora. Ci vorranno almeno tre mesi per la riapertura del tratto ferroviario tra Andora e Cervo interrotta per il deragliamento dell’Intercity avvenuto per una frana. Questa mattina il sopralluogo della Regione Liguria con l’assessore regionale Raffaella Paita, l’assessore regionale Enrico Vesco, il sindaco di Andora Franco Floris, con Rfi e Trenitalia. Nessuno si sbilancia, ma la tempistica dovrebbe essere questa.
“La situazione è complicata e per intervenire serve una messa in sicurezza della parete rocciosa. Il presidente Burlando ha già sentito l’ad Moretti di Trenitalia che si è reso disponibile ad operare in tal senso, in danno ai responsabili, per garantire la sicurezza della collina, sotto l’egida della Protezione civile nazionale che darà supporto tecnico alla complessiva operazione: l’obiettivo è la sicurezza della scarpata per poter liberare il convoglio dai binari, nel minor tempo possibile” afferma la Paita.
“Il presidente Burlando ha ricevuto anche il via libera dal capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Bruno Gabrielli e nei prossimi giorni i tecnici della Protezione civile regionale interverranno sulla scarpata. E’ questo l’intervento fondamentale – ha spiegato ancora la Paita -, che si può’ realizzare grazie alla collaborazione tra Regione, Protezione civile regionale, Rfi e protezione civile nazionale, prima di operare sul relitto del treno.
“Solo dopo la messa in sicurezza della scarpata – ha detto Paita – potranno essere compiuti i lavori di demolizione e di rilievo del treno, garantendo un intervento il piu’ possibile rapido”.
“Al momento – ha concluso l’assessore alle infrastrutture della Regione Liguria – non è possibile quantificare i giorni, ma la collaborazione tra Enti è fondamentale per contrarre i tempi e dare così uno sbocco operativo a questa vicenda”.
L’ipotesi tecnica più percorribile, una volta completata la messa in sicurezza, è quello di tagliare in diversi parti il treno intercity deragliato, per portarlo via a “pezzi” su rotaia. La possibilità di un intervento via mare per la rimozione del convoglio appare più difficile, con tempi e costi più elevati. Tuttavia le valutazioni tecnico-operative sono ancora in divenire.
Così Vincenzo Macello di Rfi: “La rimozione del locomotore e delle carrozze, che sono stabili nonostante il movimento della frana, avverrà solo dopo la messa in sicurezza del versante. Il treno verrà quasi certamente tagliato in più parti, anche se bisognerà valutare con un progetto tecnico l’intervento da mettere in atto. Direi che per ora è difficile stabilire una tempistica esatta”.
Soddisfazione da parte del sindaco di Andora Franco Floris per gli esiti del sopralluogo: “Sono stati presi importanti impegni in merito al lavoro di ripristino della viabilità ferroviaria e della messa in sicurezza della zona. Ringrazio il presidente Claudio Burlando che ha assicurato l’intervento di coordinamento della Protezione Civile, gli assessori Raffaella Paita e Enrico Vesco che si sono resi immediatamente disponibili, il prefetto Franco Gabrielli e l’amministratore delegato delle RFI spa Mauro Moretti per la grande disponibilità dimostrata con l’impegno ad anticipare economicamente e tecnicamente l’intervento sulla frana e sul treno, con la supervisione della Protezione Civile Nazionale, a fine di riattivare al più presto la linea ferroviaria”.